La tranvia è una delle modalità di trasporto pubblico più antiche e diffuse al mondo. La rete tranviaria più estesa è quella di Melbourne, con 250 km di linee, seguita da San Pietroburgo, Sofia e Berlino (192 km). In Italia, la rete più antica è quella di Torino, mentre Milano ospita la rete tranviaria più estesa del Paese. Il Comune di Messina è stato il primo a reintrodurre il tram nel proprio sistema di trasporto, seguito da altre città come Bergamo, Cagliari, L’Aquila, Mestre, Latina, Padova e Palermo, che hanno avviato progettazione e costruzione di nuove linee. Al contempo, le città con sistemi già operativi, come Roma, Milano e Napoli, hanno implementato politiche di sviluppo e potenziamento delle proprie reti tranviarie.
Il tram rappresenta una soluzione di mobilità sostenibile, accessibile e in grado di valorizzare gli spazi urbani, integrandosi con le reti tradizionali (autobus, treni) e con i sistemi di micromobilità (bike sharing, car sharing). Tra gli obiettivi principali dei progetti di realizzazione o reintroduzione del tram vi sono: ridurre la motorizzazione privata, alleviare la congestione stradale, abbattere l’inquinamento atmosferico e riqualificare gli spazi urbani. Le analisi condotte dai dipartimenti coinvolti mirano a valutare il grado di raggiungimento di questi obiettivi nelle diverse realtà urbane italiane.
Tram elettrici: una scelta sostenibile per la qualità dell’aria urbana
Il livello di inquinamento atmosferico in città è il risultato di una complessa combinazione di fattori, tra cui densità abitativa, traffico veicolare, trasporto aereo e navale, attività industriali, gestione domestica e dei rifiuti. Questi elementi interagiscono con la meteorologia e la topografia locale, come nel caso di Bologna situata in Pianura Padana, dove l’inquinamento tende a concentrarsi a causa della scarsità di ventilazione naturale.
Anche la vegetazione gioca un ruolo importante nella qualità dell’aria: il verde urbano, agricolo e naturale contribuisce alle interazioni chimiche e biochimiche che modulano la presenza di inquinanti nell’atmosfera. A questo quadro si sommano inquinanti provenienti da altre regioni, trasportati dalla circolazione atmosferica e integrati alle fonti locali.
In questo contesto, il traffico urbano emerge come una delle principali fonti di emissioni nocive. I processi di combustione di benzina, diesel, GPL e metano rilasciano numerosi inquinanti e gas serra, mentre le emissioni fuggitive e le particelle meccaniche, derivanti dall’attrito di freni, pneumatici e asfalto, aggravano ulteriormente la situazione, con costi elevati per cittadini e amministrazioni. Questi dati sono confermati dai rapporti dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), che attribuiscono al traffico un ruolo centrale nel carico di macroinquinanti nelle città europee.
Il tram elettrico si inserisce in questo scenario come soluzione concreta per la riduzione dell’inquinamento urbano. Grazie all’uso di energia elettrica, preferibilmente da fonti rinnovabili, il tram contribuisce a diminuire sia le emissioni dirette che quelle indirette, offrendo un’alternativa concreta ai veicoli a combustione fossile.
Impatto ambientale e vantaggi tecnici del tram
Oltre alla riduzione delle emissioni, i tram presentano numerosi vantaggi tecnici che ne aumentano l’efficienza ambientale. Circolando su corsie dedicate o percorsi su rotaia separati dal traffico veicolare, evitano ritardi dovuti a semafori e congestione, garantendo maggiore regolarità e velocità media. Ciò si traduce in minori perdite energetiche per passeggero-chilometro rispetto a bus o veicoli privati.
Le ruote in acciaio che scorrono sulle rotaie generano meno resistenza al rotolamento rispetto agli pneumatici su asfalto, riducendo ulteriormente il consumo energetico necessario per muovere il veicolo. Il cosiddetto modal shift, cioè il trasferimento di passeggeri dall’auto privata al tram, permette di diminuire il numero totale di veicoli in circolazione, riducendo congestione, accelerazioni e decelerazioni frequenti, e quindi emissioni e consumi energetici.
Gli studi evidenziano anche un forte vantaggio in termini di qualità dell’aria e inquinamento acustico. I tram elettrici non producono emissioni dirette di scarico e generano meno rumore rispetto ai bus: circa 64 decibel contro i 69 dei bus, contribuendo a rendere gli spazi urbani più vivibili. Secondo uno studio della società Carbon4 per Alstom, un sistema tranviario emette su 30 anni circa la metà di CO₂ rispetto a un sistema BRT a diesel e circa il 30% in meno rispetto a un BRT con autobus ibridi. Questo vantaggio diventa ancora più marcato se l’energia impiegata proviene da fonti rinnovabili (Dossier Legambiente)
Il tram, dunque, non è solo una soluzione efficiente dal punto di vista energetico, ma anche uno strumento concreto per ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico, migliorare la qualità dell’aria e la vivibilità urbana, contribuendo alla decarbonizzazione della mobilità collettiva.
Il tram in Italia: opportunità e crescita sostenibile
In Italia, la nuova stagione del tram è stata favorita dai fondi del PNRR del 2021, che hanno permesso a numerose città di realizzare nuove linee o ampliare e consolidare quelle esistenti. Bologna, Milano, Bergamo, Firenze, Padova, Roma, Napoli e Palermo hanno avviato progetti significativi, con incrementi di rete che vanno dai 4 ai quasi 20 km, consolidando il tram come elemento centrale della mobilità urbana sostenibile.
I dati sull’utilizzo confermano l’efficacia di questi investimenti: Firenze ha superato i 39 milioni di passeggeri nel 2024, con un incremento dell’11,8% rispetto all’anno precedente, mentre a Padova il tram Sir1 trasporta quotidianamente 33.000 passeggeri, pari al 25% degli spostamenti con i mezzi pubblici.
Il PNRR ha destinato oltre 1,3 miliardi di euro a progetti tranviari, parte dei 3,6 miliardi complessivi previsti per lo sviluppo del Trasporto Rapido di Massa. Questo investimento non solo permette di incrementare la capacità e l’efficienza del trasporto pubblico, ma rappresenta anche un’opportunità strategica per riqualificare gli spazi urbani, ridurre il traffico privato e promuovere città più sostenibili e vivibili.
Pur nel quadro della pluralità tecnologica, il tram si conferma una delle soluzioni più efficienti e sostenibili per la mobilità urbana in Italia. Garantisce elevati standard di servizio a costi inferiori rispetto alle metropolitane e rappresenta un mezzo concreto per ridurre le emissioni, migliorare la qualità dell’aria e affrontare le sfide ambientali delle città del futuro.


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