Due ricercatori indiani hanno trasformato una questione quotidiana, spesso liquidata con un sorriso imbarazzato, in una vera indagine scientifica. Vikash Kumar, professore associato alla Shiv Nadar University, e il suo ex studente Sarthak Mittal hanno vinto uno dei prestigiosi (e ironici) premi Ig Nobel, dedicati alla scienza che “prima fa ridere, poi pensare”. Tutto è partito da un’osservazione semplice ma curiosa: nei corridoi del dormitorio universitario, le scarpe venivano lasciate fuori dalle camere non per mancanza di spazio, ma per via del cattivo odore. Questo ha ispirato i due a chiedersi se il disagio legato agli odori potesse influenzare il modo in cui le persone utilizzano le scarpiere. Dopo un sondaggio su 149 studenti, è emerso che la maggioranza si sentiva a disagio per l’odore delle proprie scarpe o di quelle altrui, e che rimedi come tè, bicarbonato o deodoranti spray si rivelavano inefficaci.
Dall’idea al dato: il disagio olfattivo tra studenti e sperimentazione
Kumar e Mittal hanno quindi approfondito la questione a livello microbiologico. Il responsabile principale dell’odore sgradevole risultava essere il Kytococcus sedentarius, un batterio che prospera in ambienti caldi e umidi come le scarpe da ginnastica usate. La soluzione proposta? Una scarpiera dotata di luce ultravioletta UVC, progettata per eliminare i batteri e, con essi, il cattivo odore. Dopo test su calzature indossate da atleti, i ricercatori hanno stabilito che 2-3 minuti di esposizione ai raggi UVC erano sufficienti per sterilizzare le scarpe senza danneggiarle. Tuttavia, tempi di esposizione troppo lunghi generavano un forte odore di gomma bruciata e rischiavano di rovinare i materiali: anche nella scienza, il dosaggio è cruciale. Il prototipo risultante è una scarpiera funzionale e compatta, progettata per accogliere due paia di scarpe, igienizzandole silenziosamente tra un utilizzo e l’altro.
Tecnologia UVC contro il cattivo odore: prototipo di scarpiera sterilizzante
Il loro studio, pubblicato nel 2022 ma rimasto relativamente inosservato, è stato selezionato inaspettatamente dalla giuria dell’Ig Nobel, che ha deciso di premiarlo. Per Kumar e Mittal, il riconoscimento rappresenta non solo un tributo al lato giocoso della scienza, ma anche un invito a esplorare domande che spesso restano inesplorate. La loro vittoria li ha inseriti in un gruppo eclettico di ricercatori che include biologi che pitturano mucche per scacciare le mosche, fisici che studiano il comportamento del sugo sulla pasta, e storici che monitorano la crescita delle unghie per decenni. In un mondo in cui la ricerca è spesso invisibile, il successo delle scarpe puzzolenti ricorda che anche le domande più bizzarre possono portare a soluzioni brillanti e utili, aprendo nuovi percorsi nella scienza applicata.


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