Il 12 settembre 1992, durante il raid Parigi-Mosca-Pechino, un drammatico incidente automobilistico segnò la vita di Ambrogio Fogar, uno degli esploratori più celebri del Novecento. La sua vettura si capovolse, provocandogli la frattura della seconda vertebra cervicale e la lesione irreversibile del midollo spinale. L’uomo che aveva sfidato oceani, deserti e ghiacci si ritrovò paralizzato, costretto a una sedia a rotelle per il resto della sua vita. Nato a Milano nel 1941, Fogar aveva trasformato la sua sete di avventura in una carriera leggendaria: dalle traversate oceaniche in solitaria alla circumnavigazione del globo, fino alle spedizioni polari con il fedele husky Armaduk. In televisione, con il programma Jonathan – Dimensione avventura, aveva portato milioni di italiani a scoprire i confini più remoti del pianeta.
L’incidente del 1992 non spense però il suo spirito. Cinque anni dopo, lanciò “Operazione Speranza”, una campagna di sensibilizzazione a bordo di una barca a vela, per promuovere i diritti delle persone con disabilità. Rimasto simbolo di coraggio e resilienza, Fogar continuò a ispirare fino alla sua scomparsa nel 2005.


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