Il 2 settembre 1666 scoppiava il Grande Incendio di Londra

Ancora oggi, il Grande Incendio rimane uno degli eventi più drammatici e simbolici della storia di Londra

Il Grande Incendio di Londra ebbe inizio la notte del 2 settembre 1666, in una panetteria di Pudding Lane, di proprietà del fornaio del re Carlo II d’Inghilterra. Quello che sembrava un piccolo focolaio si trasformò rapidamente in una catastrofe: complice il vento forte e le costruzioni in legno, le fiamme si diffusero senza controllo, avvolgendo l’intera città. Per 3 giorni Londra rimase in preda al fuoco. Il rogo distrusse circa 10mila edifici, comprese abitazioni, botteghe e monumenti di grande importanza, tra cui la Cattedrale di San Paolo, simbolo religioso e culturale della capitale. Nonostante l’immensa devastazione materiale, le vittime accertate furono sorprendentemente poche: solo 16 persone persero la vita, anche se alcuni storici ritengono che il numero reale possa essere stato più alto, vista la difficoltà di registrare i decessi tra i più poveri.

L’incendio ebbe conseguenze profonde: accelerò la ricostruzione urbanistica di Londra, portando a nuove regole edilizie che imposero l’uso della pietra e del mattone al posto del legno. Il disastro divenne così l’occasione per ridisegnare la città, ponendo le basi di una capitale più sicura e moderna.