Roma, 20 settembre 1870. Alle prime ore del mattino le truppe del Regno d’Italia, guidate dal generale Raffaele Cadorna, hanno fatto il loro ingresso nella città eterna attraverso una breccia aperta nelle mura presso Porta Pia. L’evento, passato alla storia come la Presa di Roma, segna la conclusione del lungo processo di unificazione nazionale iniziato nel 1861 con la proclamazione del Regno d’Italia. Le operazioni militari si sono svolte in poche ore. Dopo un breve ma intenso bombardamento, le artiglierie italiane hanno aperto un varco nelle difese vaticane. Le truppe pontificie, pur opponendo una resistenza simbolica, non hanno potuto arrestare l’avanzata dei soldati italiani, nettamente superiori per numero e mezzi. Alle 9 del mattino la bandiera tricolore sventolava già sulle mura romane.
Con l’ingresso a Roma, il Lazio viene annesso ufficialmente al Regno d’Italia, e si chiude così la secolare stagione del potere temporale dei papi. Papa Pio IX si ritira in Vaticano, rifiutando ogni riconoscimento della nuova autorità, mentre il governo italiano ha proclamato Roma capitale, coronando l’ideale del Risorgimento.



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