Nella notte tra il 25 e il 26 settembre 1902, Modica fu travolta da una catastrofe: dopo oltre 24 ore di pioggia incessante, il torrente Pozzo dei Pruni, ingrossato da un bacino vasto e ripido, si riversò sulla città con un’ondata alta 11 metri e una velocità stimata di 50 km/h. A esso si unì la furia del torrente Jannimauro, trasformando le vie della città in un fiume. Il Ponte della Catena crollò, le prime abitazioni furono spazzate via, e la chiesa di Santa Maria di Betlem si riempì d’acqua e fango. Nel giro di 20 minuti, Modica conobbe la sua apocalisse: 112 persone morirono, mentre danni incalcolabili colpirono case, campi e infrastrutture.
La tragedia scosse l’Italia intera. Da Milano a Palermo, si formarono comitati di solidarietà che inviarono denaro, indumenti e medicinali. Anche la stampa internazionale – dal “Times” di Londra al “New York Sun” – diede ampio spazio alla notizia.
Dall’orrore nacque però un segno di rinascita: grazie a un’iniziativa congiunta di Milano e Palermo, fu costruito un nuovo quartiere con 60 appartamenti e un asilo, inaugurato nel 1904.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?