Una ricostruzione digitale avanzata ha rivelato che il cranio di Yunxian 2, un fossile scoperto in Cina e risalente a quasi un milione di anni fa, appartiene a un membro primitivo del clade asiatico Homo longi, parente stretto degli esseri umani moderni e probabilmente legato ai Denisoviani. E’ quanto emerge da uno studio guidato da Xijun Ni, dell’Università Fudan, riportato su ‘Science’. La ricerca chiarisce la posizione evolutiva del cranio, precedentemente incerta a causa della distorsione del fossile.
Lo studio
I ricercatori hanno utilizzato tecniche avanzate di scansione TC e ricostruzione digitale per correggere le deformazioni del cranio di Yunxian 2. Grazie a questo lavoro, è stato possibile osservare un mosaico di caratteristiche primitive e avanzate: il cranio presenta una scatola cranica ampia e piatta, un arco sopracciliare largo, una fronte bassa e allungata con una profonda depressione glabellare, caratteristiche tipiche dell’Homo longi. In dimensioni, il cranio di Yunxian 2 è paragonabile ad altri fossili umani arcaici, come Kabwe e Jinniushan, ed è più piccolo rispetto al noto cranio di Harbin, un altro membro dell’Homo longi. La capacità endocranica di Yunxian 2 è stata stimata intorno a 1143 cc, simile ad altri fossili del Pleistocene medio.
Nonostante il cranio mostri alcune caratteristiche simili a Homo erectus, presenta tratti che lo avvicinano agli umani moderni e agli uomini del gruppo longi, suggerendo che potrebbe rappresentare una forma di transizione evolutiva tra questi lignaggi. L’analisi filogenetica suggerisce che il gruppo Homo longi, comprendente Yunxian e Denisoviani, si sia separato dalla linea evolutiva degli Homo sapiens circa 1,3 milioni di anni fa, durante il Pleistocene medio, un periodo di rapida diversificazione delle specie umane arcaiche. Le caratteristiche distintive del clade longi includono una scatola cranica più ampia, una distanza interorbitale più stretta, un osso frontale più basso e allungato, e un arco sopracciliare pronunciato. La scoperta contribuisce ad arricchire la comprensione attuale dell’evoluzione umana nel continente asiatico e ad ampliare la prospettiva sulla complessa rete di lignaggi umani che coesistevano nel Pleistocene, offrendo nuovi spunti per ricostruire la storia evolutiva dei predecessori dell’uomo.


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