Il Friuli Venezia Giulia si conferma un laboratorio naturale dei cambiamenti climatici. È quanto rileva l’ultimo report di Arpa FVG, “Il Friuli Venezia Giulia nel cambiamento climatico“, che fotografa la situazione di agosto 2025. La regione, incastonata tra Mediterraneo e Alpi — due hotspot climatici — sta sperimentando variazioni più marcate rispetto alla media mondiale. Le temperature medie sono cresciute sensibilmente: in pianura si è passati dai 12,8°C del trentennio 1961-1990 ai 14,8°C registrati nel 2024. L’estate risulta la stagione più critica, con il raddoppio dei giorni sopra i 30°C nell’ultimo ventennio e l’aumento delle “notti tropicali”, mentre i giorni di gelo diminuiscono a tutte le quote.
Anche le precipitazioni mostrano segnali di cambiamento. La quantità annua resta variabile, ma le piogge estive sono in calo costante dal 1961, soprattutto dalle Prealpi alla costa. In futuro il trend potrebbe accentuarsi, accompagnato da un incremento delle precipitazioni estreme, specie nello scenario a emissioni crescenti.
Sul fronte neve, i dati già registrano un calo dei giorni nevosi, destinato a ridursi ulteriormente. Il mare segue lo stesso andamento: nel Golfo di Trieste la temperatura è in crescita e il livello medio, secondo le proiezioni, potrebbe salire fino a 70 cm entro fine secolo.


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