“Insieme al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, stiamo lavorando per cercare di portare al 50% le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni delle abitazioni anche nel 2026 – oggi è previsto che da 1° gennaio scendano al 36% – e valutiamo di rendere possibile usufruirne in 5 anni anziché 10, rendendo l’ecobonus più immediato e conveniente. Con queste misure vogliamo aiutare le famiglie, sostenere l’edilizia – settore chiave per l’economia – e promuovere la riqualificazione delle città, nel rispetto delle risorse pubbliche“. Lo fa sapere il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Vannia Gava.
Quella del taglio dell’Irpef sul ceto medio “è una delle tematiche che ci sta particolarmente a cuore, a cui si può aggiungere anche un meccanismo di rivalutazione e rivisitazione delle detrazioni in relazione alla composizione del nucleo familiare. Sono temi che vanno trattati congiuntamente” ha poi detto il vice ministro dell’Economia Maurizio Leo, parlando delle ipotesi su cui si ragiona in vista della Manovra e delle possibili misure da includere, intervenendo a Speciale Telefisco del Sole 24 Ore.
“Accogliamo con soddisfazione le anticipazioni della viceministro dell’Ambiente Gava sul mantenimento, nel 2026, della detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie riguardante le abitazioni principali. Confidiamo che questa notizia sia indicativa della volontà del Governo di procedere a una rivisitazione generale del sistema degli incentivi per l’edilizia, che consenta di sostenere adeguatamente alcune tipologie di interventi da intendersi come prioritarie, quali quelli di miglioramento sismico, di efficientamento energetico e di eliminazione delle barriere architettoniche“. Così in una nota Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia.
Governo e maggioranza si stanno concentrando sulla volontà di “venire incontro al ceto medio, sempre compatibilmente con le risorse. Ci si vuole muovere soprattutto nella fascia da 28.000 a 50.000 euro e quindi portare aliquota dal 35% al 33% ed eventualmente allargarci a 60.000 euro” ha detto ancora il viceministro Leo a Telefisco. La platea interessata sarebbe di 13,6 milioni di contribuenti. “Il tema su cui si sta concentrando il governo e tutte le forze di maggioranza è proprio quello di venire incontro al ceto medio, ma bisogna trovare le risorse e questa è un’opera molto complessa. Anche perché dobbiamo avere i dati sull’economia nazionale dall’Istat e si devono fare ancora degli affinamenti sul reperimento delle risorse“, ha detto Leo. “Il ceto medio è una priorità avvertita da tutti – ha spiegato – e ci si vuole muovere soprattutto nella fascia da 28.000 a 50.000 euro, e quindi portare l’aliquota che oggi è al 35% al 33%, ed eventualmente allargarci fino ai 60.000 euro“. “Sappiamo che questo interesserebbe 13,6 milioni di contribuenti – ha sottolineato il Viceministro – quindi è una misura avvertita che si muove sulla falsariga di quello che abbiamo detto nella delega fiscale e che abbiamo già realizzato per i redditi medio bassi“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?