Il nanosatellite australiano SpIRIT ha completato con successo la fase iniziale della sua missione, un risultato considerato una svolta per l’industria spaziale nazionale. Sviluppato dall’Università di Melbourne (UniMelb) in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), SpIRIT — acronimo di Space Industry Responsive Intelligent Thermal — è il primo telescopio spaziale finanziato dall’Agenzia Spaziale Australiana a trasportare come carico principale uno strumento scientifico di un’agenzia spaziale straniera, ha reso noto UniMelb.
Lanciato nel dicembre 2023 a bordo di un Falcon 9 di SpaceX dalla California, il nanosatellite ha già completato oltre 9mila orbite intorno alla Terra, equivalenti a un viaggio di andata e ritorno verso Marte, e resta operativo da più di 600 giorni. Dopo aver dispiegato il suo sistema di gestione termica alato e il “selfie stick”, SpIRIT ha persino realizzato un selfie dallo Spazio, segnando così la conclusione della fase di messa in servizio.
Con una durata totale prevista di oltre 1.000 giorni e dimensioni di circa un metro comprensive di radiatori e sistemi di raffreddamento personalizzati, SpIRIT passerà ora alle osservazioni scientifiche. Il suo rilevatore di raggi X Hermes monitorerà lo Spazio alla ricerca di lampi di raggi gamma, esplosioni cosmiche imprevedibili generate da stelle morenti o in collisione, fornendo tempestivamente agli astronomi segnali di preallarme per studi più approfonditi.


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