Un eccezionale ritrovamento paleontologico getta nuova luce sull’origine dei dinosauri “testa a cupola”. Nelle pagine di Nature, un team guidato da Lindsay Zanno presenta la descrizione di Zavacephale rinpoche, un piccolo pachicefalosauro proveniente dal Cretaceo inferiore della Mongolia, datato a circa 115–108 milioni di anni fa. Fino a oggi, l’assenza di esemplari antichi aveva ostacolato gli studiosi nel ricostruire le fasi iniziali dell’evoluzione di questo singolare gruppo di dinosauri erbivori, caratterizzati da un cranio massiccio e ispessito. La nuova scoperta anticipa di almeno 14 milioni di anni l’origine documentata della tipica cupola frontoparietale.
Il fossile, appartenente a un giovane individuo lungo circa un metro e dal peso stimato di 5,85 chilogrammi, rappresenta l’esemplare più completo mai rinvenuto di questa famiglia. Nonostante le dimensioni ridotte, l’animale mostrava già una cupola cranica ben sviluppata, indizio che fosse sessualmente maturo. La funzione di questa particolare struttura ossea è tuttora dibattuta: secondo alcune ipotesi serviva come strumento di difesa, mentre altre teorie la associano a comportamenti sociali e sessuali, come l’attrazione del partner o il confronto con rivali.
Il ritrovamento di Zavacephale rinpoche
Il ritrovamento di Zavacephale rinpoche non solo colma un vuoto importante nella documentazione fossile, ma consente anche di comprendere meglio i primi stadi evolutivi di una delle caratteristiche più iconiche dei pachicefalosauri. Un tassello fondamentale, dunque, nella ricostruzione della storia di questi enigmatici dinosauri dal cranio corazzato.

Credito: Museo di scienze naturali della Carolina del Nord


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