Un nuovo studio condotto dai ricercatori della Purdue University e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) getta luce su un aspetto finora poco chiaro dei cicloni tropicali: la loro tendenza a crescere di dimensioni in relazione al riscaldamento degli oceani. Gli scienziati guidati da Danyang Wang hanno analizzato oltre 3 decenni di dati satellitari, dal 1988 al 2021, confrontando le temperature della superficie marina con le traiettorie e l’evoluzione dei cicloni tropicali. L’elemento chiave non è risultato essere la temperatura assoluta del mare, bensì la temperatura relativa della superficie marina, ossia la differenza tra la temperatura locale e quella media dei tropici.
I risultati mostrano che all’aumentare di questa temperatura relativa i cicloni tendono a espandersi più rapidamente: il raggio medio si allarga di circa 27 km al giorno per ogni grado Kelvin di riscaldamento relativo, mentre il raggio massimo cresce di quasi 38 km al giorno. Al contrario, modelli simulati con una temperatura uniforme degli oceani hanno evidenziato che la temperatura assoluta esercita un’influenza molto più debole sul fenomeno.
Questa scoperta evidenzia come il riscaldamento non omogeneo degli oceani possa incidere profondamente sulla dinamica delle tempeste. Se il riscaldamento globale nel suo complesso non determina direttamente un’accelerazione nell’espansione dei cicloni, variazioni locali della temperatura marina possono invece innescare una crescita rapida e un’intensificazione delle tempeste.
Le implicazioni sono rilevanti: cicloni più estesi e intensi complicano le strategie di previsione e di gestione del rischio per governi e comunità costiere. Secondo gli autori, comprendere meglio queste dinamiche sarà cruciale per adattarsi a un futuro in cui gli oceani continueranno a riscaldarsi in modo diseguale.


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