Il rover VIPER (acronimo di “Volatiles Investigating Polar Explorer Rover”), un tempo considerato un tassello fondamentale del programma lunare Artemis della NASA, è ufficialmente “resuscitato”. Dopo essere stato cancellato nel 2024 a causa di sforamenti di budget, il robot lunare ha trovato una nuova, inaspettata possibilità di raggiungere la Luna grazie a un accordo da 190 milioni di dollari con Blue Origin, l’azienda aerospaziale di Jeff Bezos. L’obiettivo? Atterrare al Polo Sud lunare entro la fine del 2027.
Il rover, delle dimensioni di un’auto, era stato concepito come una missione chiave per l’esplorazione del Polo Sud della Luna, una regione che si ritiene ospiti abbondanti depositi di ghiaccio d’acqua. Questa risorsa non è solo vitale per il sostentamento di future basi umane, ma può anche essere scissa in idrogeno e ossigeno per produrre carburante per razzi, un elemento cruciale per rendere le future esplorazioni spaziali più sostenibili ed economiche.
Una storia di ritardi e cancellazioni
La missione VIPER ha avuto un percorso travagliato. Inizialmente, il lancio era stato fissato per la fine del 2023 a bordo del lander Griffin, costruito dall’azienda Astrobotic. Tuttavia, una serie di ritardi sia per il lander che per il rover stesso hanno costretto a posticipare più volte la data di partenza. Le complicazioni hanno raggiunto il culmine nel luglio del 2024, quando la NASA ha annunciato la cancellazione della missione, ormai fuori controllo dal punto di vista finanziario. L’agenzia spaziale aveva già speso circa 450 milioni di dollari e la cancellazione avrebbe portato a un risparmio di circa 84 milioni.
Nonostante la decisione, il rover, ormai completamente assemblato, non è stato smantellato. La NASA aveva infatti manifestato l’intenzione di esplorare collaborazioni con il settore privato, invitando aziende a proporre soluzioni per portare VIPER sulla Luna, condividendo i costi. L’alternativa, in caso di insuccesso, sarebbe stata lo smontaggio del rover per riutilizzare i suoi strumenti in altre future missioni.
La svolta con Blue Origin
A maggio di quest’anno, l’agenzia aveva messo in pausa la ricerca di partner, promettendo di annunciare una nuova strategia per VIPER. Poi l’annuncio è arrivato: la soluzione è un nuovo contratto del programma Commercial Lunar Payload Services (CLPS) con Blue Origin. La compagnia di Bezos utilizzerà il suo lander robotico Blue Moon Mark 1, il cui debutto è previsto per la fine di quest’anno in un’altra missione CLPS diretta al Polo Sud lunare.
“La NASA è impegnata a studiare ed esplorare la Luna, compresa la ricerca di acqua sulla superficie lunare, per capire come sfruttare le risorse locali per la futura esplorazione umana“, ha dichiarato Nicky Fox, amministratore associato del Science Mission Directorate della NASA. “Abbiamo cercato approcci creativi ed economici per raggiungere questi obiettivi di esplorazione. Questa capacità di atterraggio sviluppata dal settore privato ci permette di effettuare la consegna e di concentrare i nostri investimenti di conseguenza, sostenendo la leadership americana nello spazio e garantendo che la nostra esplorazione a lungo termine sia solida e accessibile“.
Secondo i termini dell’accordo, la NASA si occuperà delle operazioni scientifiche del rover una volta atterrato, mentre Blue Origin sarà responsabile dell’architettura della missione, dell’integrazione di VIPER a bordo del lander Blue Moon e del suo dispiegamento sulla superficie lunare. Il contratto CLPS non copre invece il lancio.
Se tutto andrà secondo i piani, il rover VIPER atterrerà vicino al Polo Sud lunare e, per circa 100 giorni terrestri, cercherà attivamente i depositi di ghiaccio d’acqua, offrendo dati preziosi per il futuro dell’esplorazione umana e robotica della Luna.
