Il telescopio spaziale James Webb (gestito e sviluppato principalmente dalla NASA, con il contributo e la collaborazione dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Spaziale Canadese) continua a stupire, regalando agli astronomi una visione senza precedenti dell’atmosfera di Saturno. Le nuove scoperte, definite “una sorpresa“, hanno rivelato l’esistenza di strutture complesse e inaspettate: una serie di “perle” o sfere/macchie scure e una misteriosa figura a “stella” asimmetrica, che potrebbero essere in qualche modo interconnesse e collegate al famoso esagono del pianeta.
Una finestra sull’atmosfera di Saturno
Da sempre, l’atmosfera superiore di Saturno si è dimostrata incredibilmente difficile da studiare, a causa delle deboli emissioni di luce provenienti da questa regione. Le straordinarie capacità di Webb, in particolare il suo spettrografo nel vicino infrarosso (NIRSpec), hanno rivoluzionato la nostra capacità di osservare questi strati. Gli scienziati hanno focalizzato la loro attenzione sull’H3+, una forma molecolare di idrogeno caricato positivamente, che agisce come un’impronta digitale chimica, offrendo indizi preziosi sui processi in atto nell’atmosfera di Saturno.
Il NIRSpec ha permesso di osservare simultaneamente gli ioni H3+ nell’ionosfera, a ben 1.100 km al di sopra della superficie, e le molecole di metano nella sottostante stratosfera, a 600 km di altitudine. È stato in questa osservazione simultanea che sono apparsi i primi, sorprendenti indizi di un’organizzazione inaspettata.
Un doppio mistero: le macchie scure e la stella
Nell’ionosfera, a 1.100 km di altezza, gli astronomi hanno individuato una serie di macchie scure immerse in aloni aurorali luminosi. Queste strutture si sono mantenute stabili per ore, pur mostrando una lenta deriva. Il vero colpo di scena però è arrivato 500 km più in basso, nella stratosfera, dove è stata scoperta una figura asimmetrica a forma di stella. Questa struttura insolita si estende dal Polo Nord di Saturno verso l’equatore, ma con un dettaglio intrigante: solo 4 delle sue 6 “braccia” erano visibili, creando un disegno sbilenco e misterioso.
Un legame con l’esagono di Saturno?
La cosa più affascinante è che la mappatura precisa delle posizioni di queste strutture ha rivelato una sovrapposizione: la stella e le macchie si trovano esattamente nella stessa regione del pianeta, a diverse altezze. Le braccia della stella, in particolare, sembrano irradiarsi da punti che si trovano direttamente sopra le punte del famoso esagono di Saturno, una gigantesca tempesta a forma geometrica che infuria nelle profondità delle nuvole del pianeta.
Questa coincidenza suggerisce che i processi che generano queste formazioni potrebbero influenzare una colonna di atmosfera che si estende per centinaia di chilometri, unendo strati apparentemente indipendenti. Secondo il professor Tom Stallard della Northumbria University, uno degli scienziati coinvolti, le macchie scure potrebbero derivare da complesse interazioni tra la magnetosfera di Saturno e la sua atmosfera rotante, un processo che potrebbe anche spiegare l’energia che alimenta le aurore del pianeta. La stella asimmetrica, invece, fa pensare a processi atmosferici finora sconosciuti nella stratosfera, forse collegati proprio all’esagono.
Domande aperte
Sebbene l’allineamento tra le perle scure e le braccia della stella sia “allettante“, gli scienziati avvertono che non è ancora chiaro se esista un legame effettivo o se si tratti di una semplice coincidenza. Queste scoperte, pubblicate sulla rivista Geophysical Research Letters, aprono un’infinità di domande. La necessità di ulteriori osservazioni è pressante, specialmente ora che Saturno si avvicina all’equinozio, un evento che si verifica ogni 15 anni terrestri circa. Con il cambiamento di stagione, le strutture potrebbero subire modifiche drammatiche, offrendo agli scienziati nuove opportunità per svelare i misteri di questo affascinante gigante gassoso.


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