Come previsto, una espulsione di massa coronale (CME) ha colpito il campo magnetico terrestre nella serata di ieri, 1° settembre, intorno alle 23 ora italiana. L’impatto è stato “improvviso e forte“, con venti solari che hanno superato i 600 km/s, ha riportato il sito specializzato SpaceWeather.com. Secondo lo Space Weather Prediction Center (SWPC) della NOAA, l’evento è stato causato da una CME ad alta velocità, generata da un flare solare di classe M2.7 originato dalla regione attiva AR 4199 lo scorso 30 agosto. L’impatto della nube di plasma solare ha innescato una tempesta geomagnetica di categoria G2 ed è possibile un’intensificazione fino a G3 (forte).


Cosa significa tutto questo?
Per comprendere meglio la portata dell’evento, ecco una spiegazione dei principali termini:
- CME (Coronal Mass Ejection, espulsione di massa coronale): è un’enorme nube di particelle cariche e plasma magnetizzato che il Sole espelle nello Spazio. Quando una CME colpisce la Terra, interagisce con il campo magnetico planetario;
- Flare solare: è un improvviso rilascio di energia sulla superficie del Sole, spesso associato a brillamenti e a emissioni di radiazioni elettromagnetiche. Le classi dei flare vanno da C (più deboli) a X (più forti). La classe M, come quella registrata il 30 agosto, rappresenta un livello intermedio, comunque in grado di generare disturbi significativi;
- Vento solare: flusso continuo di particelle provenienti dal Sole. Durante un evento come quello in atto, la velocità del vento solare può aumentare drasticamente, portando a interazioni più violente con la magnetosfera terrestre;
- Tempesta geomagnetica: fenomeno che si verifica quando il plasma solare distorce il campo magnetico terrestre. Le tempeste sono classificate con una scala da G1 (minore) a G5 (estrema). Possono causare aurore spettacolari alle alte latitudini, ma anche disturbi alle comunicazioni radio, ai sistemi satellitari e, nei casi più gravi, alle reti elettriche.
Possibili effetti visibili sulla Terra
Se l’attività geomagnetica dovesse intensificarsi, potrebbero verificarsi spettacolari aurore boreali visibili più a Sud del solito, non solo nelle regioni polari. Per ora non ci sono rischi immediati per la popolazione: i principali effetti riguardano le tecnologie sensibili alle variazioni geomagnetiche.




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