Incendi Canada: una stagione record che segna una nuova normalità climatica

Emissioni di carbonio senza precedenti: i dati Copernicus

La stagione degli incendi 2025 in Canada sarà ricordata come una delle più devastanti della storia recente. Entro agosto, infatti, le fiamme hanno già consumato oltre 7,2 milioni di ettari di foreste, una superficie più che doppia rispetto alla media annuale del Paese. Le aree più colpite sono state Manitoba e Saskatchewan, ma anche Alberta, British Columbia e Ontario hanno registrato incendi di proporzioni ben superiori rispetto agli standard storici.

Emissioni record di carbonio

Secondo i dati del Copernicus Atmosphere Monitoring Service, già all’inizio di giugno le emissioni di carbonio derivanti dagli incendi avevano raggiunto quota 56 megatonnellate, il secondo valore più alto mai osservato dopo quello del 2023. A fine giugno la cifra era salita a 108 megatonnellate, un dato straordinario che testimonia non solo l’estensione dei roghi, ma anche la loro intensità. Tali numeri sono strettamente legati al contesto di siccità e temperature anomale che hanno caratterizzato l’anno.

Incremento incendi Canada

Le cause climatiche

Gli scienziati non hanno dubbi: l’elemento determinante è il cambiamento climatico, che rende le stagioni degli incendi sempre più lunghe e aggressive. La progressiva aridità dei suoli e l’aumento delle temperature creano un terreno ideale per la propagazione delle fiamme. Anche aree storicamente meno vulnerabili, come Terranova e Labrador, sono state interessate dai roghi, a dimostrazione della loro portata nazionale.

Impatti su popolazioni e salute

Il fumo degli incendi non ha colpito soltanto le aree vicine, ma ha attraversato l’Atlantico raggiungendo Europa e Mediterraneo. Questo ha peggiorato la qualità dell’aria a migliaia di chilometri di distanza. In Canada e negli Stati Uniti, diverse città hanno emesso avvisi sanitari a causa di livelli elevati di ozono e particolato fine (PM2.5), con un forte incremento di problemi respiratori e cardiovascolari. Migliaia di persone sono state costrette all’evacuazione, incluse comunità indigene che si trovano spesso in prima linea in queste emergenze.

Una nuova normalità

Con tre anni consecutivi di stagioni record (2023, 2024 e ora 2025), gli esperti parlano ormai di una vera e propria nuova normalità. Gli incendi estremi non sono più eccezioni isolate, ma rischiano di diventare un appuntamento annuale. Questo trend minaccia in modo diretto anche le foreste boreali, fondamentali per l’assorbimento di carbonio e per l’equilibrio climatico globale.

Gli incendi del 2025 in Canada non rappresentano quindi soltanto una catastrofe ambientale nazionale, ma un campanello d’allarme per tutto il pianeta, segnalando quanto urgente sia affrontare le radici del cambiamento climatico e investire in strategie di prevenzione e resilienza.