Incendi e fuliggine atmosferica: nuove scoperte sull’impatto climatico

Prevedere l’impatto climatico della fuliggine è molto più complesso di quanto si pensasse

Le particelle di fuliggine, prodotte da incendi boschivi e processi di combustione, cambiano sorprendentemente in fretta una volta disperse nell’atmosfera, con effetti climatici ancora poco compresi. È quanto rivela uno studio del New Jersey Institute of Technology (NJIT), pubblicato su Environmental Science & Technology. Secondo i ricercatori, la fuliggine assorbe fortemente la luce solare ed è quindi un potente agente di riscaldamento. Ciò che sorprende è però la rapidità con cui queste nanoparticelle si trasformano: nel giro di poche ore acquisiscono rivestimenti chimici, si idratano e modificano forma e massa. Questo processo, noto come “invecchiamento atmosferico”, può intensificare l’assorbimento di calore, ma anche favorire la formazione di nubi, che riflettono la radiazione solare e raffreddano l’atmosfera.

Per studiare il fenomeno, il team ha utilizzato un sistema aerosol avanzato, esponendo particelle di circa 240 nanometri a vapori chimici e diversi livelli di umidità. Le analisi al microscopio hanno mostrato che fino all’80% delle particelle cambia struttura in poche ore, un processo molto più veloce di quanto previsto dai modelli tradizionali.

Queste nuove evidenze suggeriscono che prevedere l’impatto climatico della fuliggine è molto più complesso di quanto si pensasse. Migliorare i modelli atmosferici sarà cruciale non solo per comprendere l’evoluzione del clima, ma anche per valutare conseguenze su qualità dell’aria e salute pubblica.