Incendi Spagna: si chiude l’ondata di roghi più devastante della storia recente

La conclusione dell’ondata di incendi rappresenta un momento di tregua, ma evidenzia la crescente vulnerabilità della Spagna

L’ondata di incendi che ha colpito la Spagna ad agosto, considerata la più grave della storia recente, si è finalmente conclusa, lasciando un bilancio drammatico. Le fiamme hanno interessato soprattutto le regioni del Nord/Ovest – Galizia, Castiglia e León ed Estremadura – e hanno distrutto circa 400mila ettari di vegetazione, secondo il monitoraggio del sistema Copernicus. La Protezione civile ha riferito che, dei 93 incendi scoppiati, solo 3 restano ancora attivi. Il picco dell’emergenza si è registrato il 16 agosto, con 23 roghi simultanei di vaste dimensioni, alimentati da temperature anomale di 4,6°C sopra la media stagionale, secondo l’Agenzia meteorologica nazionale (AEMER). L’ondata di fuoco ha costretto all’evacuazione 40mila persone e ha provocato 5 vittime, tra cui un vigile del fuoco e 2 volontari, oltre a 48 feriti.

Il governo spagnolo ha dichiarato “zone catastrofiche” 113 aree colpite, per accelerare gli aiuti diretti, mentre il premier Pedro Sánchez ha annunciato l’avvio di un patto di Stato per affrontare l’emergenza climatica. La conclusione dell’ondata di incendi rappresenta un momento di tregua, ma evidenzia la crescente vulnerabilità del Paese ai roghi forestali, legata a temperature record e gestione del territorio.