La fotorespirazione, da sempre considerata un processo dispendioso nelle piante, rivela ora un ruolo cruciale nella produzione di nutrienti essenziali per la salute umana. Uno studio pubblicato su Nature Plants dai ricercatori della Michigan State University, guidati da Berkley Walker, dimostra che questo processo contribuisce alla sintesi dei folati, nutrienti fondamentali per prevenire difetti congeniti, tra cui quelli neurali. Il team ha misurato il flusso di carbonio nelle piante modello Arabidopsis thaliana e ha scoperto che circa il 6% del carbonio assorbito viene utilizzato per produrre folati. Quando la fotorespirazione è soppressa, questa percentuale scende drasticamente a circa l’1%. I ricercatori hanno evidenziato come l’aumento di anidride carbonica nell’atmosfera, legato ai cambiamenti climatici, potrebbe ridurre ulteriormente la produzione di vitamina B9, rendendo le piante meno nutrienti.
La fotorespirazione consente alle piante di neutralizzare rifiuti tossici e trasformarli in composti utili, ma finora non si conosceva il suo contributo alla nutrizione umana. I risultati aprono la strada a strategie di miglioramento genetico per incrementare la produzione di folati nelle colture, con particolare rilevanza per popolazioni che dipendono da cereali come riso e grano.
Walker sottolinea l’importanza di sperimentazioni su colture all’aperto per sviluppare interventi mirati, essenziali in contesti dove l’integrazione vitaminica non è disponibile, garantendo così alimenti più sicuri e nutrienti in un clima in cambiamento.


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