La corsa verso la Luna si intensifica con la NASA che ha annunciato l’ambizioso progetto di stabilire un “villaggio” lunare autosufficiente entro un decennio, un passo cruciale per garantire una “vita umana sostenuta sulla Luna“. L’annuncio, fatto dall’Amministratore ad interim della NASA e Segretario dei Trasporti statunitense, Sean Duffy, ha avuto luogo in occasione del Congresso Aeronautico Internazionale (IAC) a Sydney, Australia.
Una visione a lungo termine
Rivolgendosi ai capi delle agenzie spaziali di USA, Cina, Giappone, India, Europa e Canada, Duffy ha delineato la visione della NASA per il futuro: “Avremo vita umana sostenuta sulla Luna. Non solo un avamposto, ma un villaggio“. Interrogato sul significato del successo per la NASA nel prossimo decennio, l’Amministratore ad interim ha rivelato che l’obiettivo è formare un insediamento permanente entro il 2035.
Per sostenere questa presenza a lungo termine, Duffy ha rivelato che il villaggio lunare potrebbe essere alimentato da energia nucleare. Il mese scorso, una direttiva firmata da Duffy ha accelerato i piani della NASA per costruire un reattore nucleare sulla Luna entro il 2030.
L’Amministratore Duffy, che ricopre anche la carica di Segretario dei Trasporti nell’amministrazione di Donald Trump, ha sottolineato l’approccio pacifico degli Stati Uniti all’esplorazione spaziale, affermando: “Non ci siamo occupati di prendere la terra di nessuno“.
Prospettive marziane
Oltre alla Luna, Duffy ha espresso fiducia nei progressi della NASA verso Marte, prevedendo che tra 10 anni l’agenzia avrà “fatto passi da gigante nella nostra missione per arrivare a Marte” e sarà “sul punto di mettere stivali umani su Marte“. La competizione per l’esplorazione lunare si fa serrata, con Paesi tra cui Stati Uniti, Cina, Russia, India e Giappone in gara.
Duffy, nominato capo ad interim della NASA, avrebbe scritto all’agenzia sottolineando l’urgenza: “Per far progredire adeguatamente questa tecnologia critica in modo da poter supportare una futura economia lunare, la generazione di energia ad alta potenza su Marte e per rafforzare la nostra sicurezza nazionale nello Spazio, è imperativo che l’agenzia si muova rapidamente“.
Artemis II: il primo passo cruciale
Questi piani a lungo termine arrivano pochi giorni dopo l’annuncio della NASA di voler inviare astronauti in un viaggio intorno alla Luna con la missione Artemis II. Questa sarà la prima missione lunare con equipaggio di qualsiasi Paese in 50 anni e fungerà da trampolino di lancio per il primo viaggio umano su Marte.
La missione Artemis II invierà 4 astronauti attorno alla Luna, preparando il terreno per futuri allunaggi con equipaggio e missioni marziane. La NASA ha precedentemente fissato il lancio per la fine di aprile, ma ora spera di anticipare la missione a febbraio, con la prospettiva di un allunaggio già nel 2027.
Il viaggio di 10 giorni metterà alla prova l’astronave e i sistemi necessari per i futuri allunaggi. Artemis II è il secondo lancio del programma Artemis, il cui obiettivo finale non è solo riportare gli astronauti sulla Luna, ma stabilire una presenza umana a lungo termine.
Lakiesha Hawkins, Vicedirettore Associato ad interim della NASA, ha sottolineato l’importanza storica della missione: “Insieme abbiamo un posto in prima fila nella storia“, ha detto durante una conferenza stampa. “La finestra di lancio potrebbe aprirsi già il 5 febbraio, ma vogliamo sottolineare che la sicurezza è la nostra massima priorità“.
Charlie Blackwell-Thompson, Direttore del Lancio di Artemis, ha confermato che il razzo Space Launch System (SLS) è “praticamente assemblato e pronto a partire“. Le fasi finali includono il completamento della capsula dell’equipaggio, Orion, il suo collegamento all’SLS e il completamento dei test a terra.


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