La Turchia firma importanti accordi con gli Stati Uniti: nucleare, aerei Boeing e gas

Nuove alleanze strategiche nel campo dell'energia nucleare e del gas, segnando un rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Turchia e Stati Uniti

Il 25 settembre, la Turchia ha siglato importanti accordi strategici con gli Stati Uniti, tra cui un’intesa sul settore nucleare che promette di approfondire ulteriormente la collaborazione tra i due paesi. Durante la visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan alla Casa Bianca, il ministro turco dell’Energia, Alparslan Bayraktar, ha annunciato su X che è stato avviato un “nuovo processo” volto a rafforzare il partenariato bilaterale nel campo dell’energia nucleare civile. In presenza dei leader dei due paesi, è stato firmato un Memorandum of Understanding (MoU) sulla Cooperazione Nucleare Civile Strategica, in collaborazione con il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio.

Il passo è stato preceduto da un altro grande accordo energetico, con la compagnia statale turca BOTAS che ha sottoscritto contratti per l’importazione di 75,8 miliardi di metri cubi di GNL con la società svizzera Mercuria e la Woodside Energy australiana. Questi sviluppi segnano un rafforzamento significativo delle relazioni energetiche tra i due paesi.

L’accordo sul nucleare

Le trattative sul nucleare si concentrano principalmente sulla costruzione di centrali nucleari di grande capacità e di piccoli reattori modulari. Sebbene il Ministero dell’Energia non abbia fornito dettagli specifici sull’intesa, fonti turche hanno confermato che si sta discutendo anche la possibilità di sviluppare nuovi impianti. Yusuf Ceylan, alto funzionario del Ministero dell’Energia turco, ha dichiarato in un’intervista a Reuters che gli Stati Uniti stanno mostrando un forte interesse nell’espandere la capacità nucleare della Turchia e nella costruzione di nuove centrali.

Questi accordi fanno parte di una strategia più ampia della Turchia per diversificare le fonti di energia, ridurre la dipendenza dal gas naturale importato e soddisfare la crescente domanda di elettricità. Il primo grande progetto nucleare del paese, la centrale nucleare di Akkuyu, è in costruzione con l’aiuto della compagnia statale russa Rosatom. Questo impianto, che avrà una capacità complessiva di 4.800 megawatt, dovrebbe entrare in funzione a partire dal 2026.

In aggiunta a Akkuyu, la Turchia sta progettando altre due centrali nucleari, una nella regione del Mar Nero e l’altra nel nord-ovest del paese. Le autorità turche sono in trattative con vari partner internazionali, tra cui Giappone, Corea del Sud, Cina e ora gli Stati Uniti, per investimenti e trasferimento di tecnologie. Oltre agli impianti nucleari di grande dimensione, la Turchia ha mostrato interesse anche per i piccoli reattori modulari (SMR), una tecnologia relativamente nuova che offre maggiore flessibilità e può essere impiegata più rapidamente. I funzionari turchi ritengono che questi reattori potrebbero essere posizionati vicino a zone industriali o integrati con sistemi di energia rinnovabile per garantire una fornitura stabile.

Gli altri accordi

Parallelamente, la Turchia ha concluso anche un accordo ventennale sul gas naturale liquefatto (GNL) con la compagnia statunitense Mercuria per la fornitura di 70 miliardi di metri cubi di gas, per un valore di 43 miliardi di dollari. Questo accordo arriva in seguito alla richiesta del presidente Donald Trump a Erdogan di ridurre la dipendenza energetica della Turchia dalla Russia. Un altro accordo significativo riguarda la fornitura di aerei Boeing, consolidando ulteriormente i legami bilaterali tra Turchia e Stati Uniti in ambito difensivo ed energetico.