L’Associazione Biologica Marina del Regno Unito (Marine Biological Association – MBA) ha espresso grande soddisfazione per la ratifica e l’imminente entrata in vigore del “Trattato sull’Alto Mare”, noto formalmente come Accordo sulla conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità marina nelle aree al di là della giurisdizione nazionale (BBNJ). Questo storico trattato rappresenta una pietra miliare nella governance oceanica e nella tutela della biodiversità marina globale.
“Accogliamo con entusiasmo questo trattato: l’oceano è il cuore pulsante del nostro pianeta e un pilastro per la sicurezza alimentare, la resilienza nazionale e la prosperità economica,” ha dichiarato il professor Willie Wilson, Direttore della MBA. “Proteggere la biodiversità marina non è solo una necessità ambientale, ma un investimento strategico nella stabilità e sostenibilità globali”.
Negoziare il trattato ha richiesto oltre vent’anni di lavori internazionali. Il testo, adottato il 19 giugno 2023, affronta importanti lacune nella gestione degli oceani attraverso quattro pilastri principali:
- Condivisione delle risorse genetiche marine
- Strumenti di gestione territoriale, come le aree marine protette (MPA)
- Valutazioni di impatto ambientale
- Rafforzamento delle capacità e trasferimento di tecnologie marine
La svolta nel 2025
Nel settembre 2025, il trattato ha raggiunto le 60 ratifiche necessarie per entrare in vigore, avviando un conto alla rovescia di 120 giorni. Anche il Regno Unito si è impegnato a ratificare il trattato entro la fine del 2025. Più di 60 Paesi hanno inoltre promesso di aumentare la copertura delle aree marine protette in alto mare dall’1% al 30% entro il 2030, in linea con gli obiettivi del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework.
“È un accordo internazionale giuridicamente vincolante senza precedenti,” ha sottolineato la dottoressa Nova Mieszkowska, Senior Research Fellow della MBA. “La cooperazione tra Stati e il supporto scientifico saranno essenziali per proteggere davvero gli ecosistemi oceanici”.
Ha anche evidenziato che molte aree protette attuali non impediscono attività dannose, come la pesca a strascico. “Serve una gestione rigorosa per evitare che le nuove MPAs soffrano delle stesse inefficienze”.
La MBA ha avuto un ruolo attivo nell’advocacy a favore del trattato, e continuerà a fornire dati scientifici, attività di monitoraggio e consulenza politica per una implementazione efficace. Il professor Wilson, che guida il coinvolgimento della MBA nei principali forum internazionali (incluso il Decennio del Mare delle Nazioni Unite), ha dichiarato: “questo trattato rappresenta un’opportunità concreta per passare dallo sfruttamento alla cura degli oceani. Con innovazione, collaborazione internazionale e scienza, possiamo invertire la perdita di biodiversità marina e costruire un futuro oceanico più sano. Proteggere l’oceano significa proteggere l’umanità”.


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