“Gli impatti del cambiamento climatico sulle infrastrutture aeroportuali iniziano a farsi sentire, anche se riteniamo che dispiegheranno i loro effetti negativi nel medio e lungo periodo: ma dobbiamo iniziare già da ora a pensare cosa fare, soprattutto parlando di mitigazione e quindi di adattamento climatico”. Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma, la società del Gruppo Mundys che gestisce e sviluppa gli aeroporti Leonardo da Vinci di Fiumicino e Giovan Battista Pastine di Ciampino, non nasconde tutte le difficoltà del caso. Allo stesso tempo, però, è pronto a elencare una serie di iniziative per fronteggiare il problema del cambiamento climatico. “Anche se non è l’unica fonte di rischio, contro il pericolo di inondazioni abbiamo investito, già nel 2017, più di 30 milioni di euro in opere di mitigazione idraulica. Inoltre, stiamo cercando di creare delle zone ad allagamento controllato, per contenere l’acqua in eccesso senza ostacolare l’operatività dell’aeroporto”. Disponiamo di un complesso sistema di trattamento dell’acqua, in parte prelevata dallo scarico del proprio depuratore biologico e in parte proveniente dal Tevere, che ne permette l’utilizzo.
Emissioni zero e fotovoltaico: la roadmap sostenibile degli aeroporti di Roma
Per la serie, il primo passo verso la mitigazione climatica sta nel farsi trovare pronti, definendo una roadmap della sostenibilità (della quale fa parte anche l’imponente piano di ammodernamento dei sistemi antincendio e delle strutture dei terminal di Fiumicino e Ciampino: un investimento complessivo di circa 90 milioni di euro), con programmi ambiziosi: “Puntiamo ad anticipare al 2030 l’obiettivo di azzeramento delle emissioni di CO₂: vent’anni prima rispetto a quanto prefissato a livello di settore europeo“, afferma l’amministratore delegato. Con “Solar Farm” raggiungiamo una potenza di 22 Megawattora: è il più grande impianto fotovoltaico ad autoconsumo in un aeroporto europeo. Contiamo, entro tre anni, di triplicarne la potenza. “I modelli indicano un innalzamento del livello dei mari di un metro entro il 2070: ma le nostre infrastrutture sono compatibili con questo tipo di previsione”, afferma Troncone, si legge su Il Corriere della Sera.


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