L’Europa sta importando volumi record di Gas Naturale Liquefatto (GNL), con oltre 64 miliardi di metri cubi arrivati dall’inizio della stagione estiva, ma la corsa per riempire gli stoccaggi in vista dell’inverno resta una sfida critica. A metà settembre, gli impianti europei hanno superato la soglia dell’80%, ma il livello è significativamente inferiore alla media storica e a quello dell’anno scorso, alimentando la competizione globale per il GNL e la pressione sui prezzi. L’Italia si distingue positivamente, avendo già superato l’obiettivo del 90%.
I numeri in Italia e in Europa
Al 15 settembre, gli stoccaggi europei erano pieni in media all’80,83%, un dato di 6,5 punti percentuali inferiore alla media quinquennale e ben lontano dal 93,4% registrato nello stesso periodo del 2024. Il volume totale immagazzinato, 89 miliardi di metri cubi, è solo il settimo più alto mai registrato per questo periodo. Per raggiungere l’obiettivo del 90% imposto dalla Commissione Europea, mancano all’appello ancora circa 9,5 miliardi di metri cubi, su un totale di 61 necessari per l’intera stagione. Si tratta di uno sforzo storico, con iniezioni nette superiori di quasi il 50% rispetto all’anno precedente. L’Italia, invece, ha già raggiunto il 90,4% di riempimento.
La situazione in Germania
La Germania, il più grande consumatore di gas del continente, ha raggiunto il 75% di riempimento, un livello che, secondo l’associazione degli operatori INES, dovrebbe garantire la sicurezza con temperatura normale o caldo. Tuttavia, “un inverno particolarmente freddo potrebbe presentare dei rischi”, ha avvertito INES, specificando che in caso di gelo intenso le scorte tedesche potrebbero esaurirsi già a fine gennaio. Anche i vicini europei sono lenti nel riempire i loro impianti, il che potrebbe innescare una domanda considerevole in caso di onde di freddo.
La competizione con l’Asia
Questa difficile campagna di riempimento era stata ampiamente prevista. Sia Gazprom che il Gas Exporting Countries Forum (GECF) avevano avvertito che, a causa della limitata disponibilità di nuove capacità produttive, l’Europa si sarebbe trovata in una competizione serrata con l’Asia, la cui domanda di GNL è in costante crescita. Per far fronte al fabbisogno, l’Europa ha fatto massiccio ricorso al GNL, importandone quasi 63 miliardi di metri cubi nella scorsa stagione di riscaldamento. Dopo un picco record di 12,2 miliardi di metri cubi a giugno, le importazioni hanno ripreso a crescere con l’arrivo dell’autunno e la capacità di rigassificazione è attualmente operativa al 51% del suo massimo.
I prezzi del gas, nel frattempo, mostrano una relativa stabilità, con una media di circa 394 dollari per 1.000 metri cubi ad agosto e 392 dollari a settembre. Sul fronte della produzione elettrica, il contributo dell’Energia eolica in Europa si attesta nei media intorno al 18% a settembre, mentre il clima si preannuncia leggermente più caldo della media.


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