La Commissione nazionale per gli investimenti dell’Iraq (Nic), in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), ha organizzato un workshop a Baghdad per discutere la prima fase del Piano nazionale iracheno per gli investimenti climatici (Cip) per il periodo 2025-2030, lanciato a luglio. All’incontro hanno partecipato organizzazioni internazionali, missioni diplomatiche, il Ministero dell’Ambiente e investitori locali e stranieri. Il presidente della Nic, Haider Mohammed Makiya, ha definito il Cip come una roadmap sostenuta dal governo per affrontare le sfide del cambiamento climatico, che sta già avendo un impatto sull’acqua, l’agricoltura e l’ambiente dell’Iraq. La prima fase si concentrerà su cinque settori: energia e fonti rinnovabili, agricoltura, industria, acqua e innovazione.
L’obiettivo: intensificare la cooperazione internazionale
Come riportato da Iraq Business News, il piano sarà finanziato attraverso il Green Climate Fund (Gcf), con una dotazione stimata tra 1,3 e 3,3 miliardi di dollari, e dalla International Finance Corporation (Ifc). Makiya ha sottolineato che l’Iraq ha attirato oltre 102 miliardi di dollari di investimenti negli ultimi due anni e mezzo, di cui 64 miliardi dall’estero e 36,8 miliardi dall’interno. Una seconda fase, prevista per il periodo 2031-2050, amplierà l’attenzione ai progetti legati al clima nei settori dell’industria, dell’agricoltura, dei trasporti e dell’energia. Durante il workshop, Mamnoor Rashid dell’Undp ha ricordato gli impegni internazionali dell’Iraq, tra cui il Protocollo di Montreal, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) e l’obiettivo di porre fine al flaring di routine entro il 2030. L’incontro si è concluso con raccomandazioni per intensificare la cooperazione con i partner nazionali e internazionali e finalizzare i meccanismi di finanziamento e attuazione in tutte le province.


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