Il 15 settembre 2025 la città di La Mecca, in Arabia Saudita, ha vissuto una delle giornate più roventi mai osservate a livello globale in questo periodo dell’anno. La temperatura minima non è scesa sotto i
34,0 °C, mentre la massima ha raggiunto i 46,6 °C, valori che avvicinano i record mondiali assoluti per la metà di settembre e che confermano la città come uno degli epicentri del caldo estremo del 2025.
Temperature fuori scala nel mese di settembre
Nel corso della seconda metà del mese, La Mecca ha spesso superato i 45 °C nelle ore centrali, con notti soffocanti in cui le minime non sono mai scese sotto i 30-34 °C. Una sequenza di giornate consecutive con temperature oltre i 45 gradi ha determinato condizioni critiche, tanto da spingere le autorità a diffondere allarmi sanitari per residenti e pellegrini, viste le conseguenze sulla salute pubblica.

La città più calda del pianeta?
Secondo i dati meteorologici ufficiali, nel 2025 La Mecca potrebbe essere la stazione più calda al mondo in termini di media annua delle temperature. L’estate ha fatto segnare picchi oltre i 47 °C con
minime notturne stabilmente sopra i 30 °C, mentre settembre si sta chiudendo con medie mensili comprese tra i 41 e i 42 °C. Nessun’altra località con osservazioni consolidate sembra raggiungere valori simili sia per le temperature massime che per le temperature minime.
Un segnale globale di caldo estremo
L’Arabia Saudita nel 2025 ha vissuto ripetute ondate record, con città come Jeddah e Al Ahsa vicine ai massimi mondiali assoluti. Tuttavia, è la costanza della Mecca a renderla candidata numero uno al titolo di “città più calda del mondo”. Uno scenario che desta preoccupazione non solo per le attività quotidiane, ma anche per la gestione del Hajj, dove milioni di pellegrini si trovano a fronteggiare condizioni climatiche al limite della sopportazione umana.
Con questi dati, La Mecca non solo ha sfiorato un record mondiale a metà settembre, ma rappresenta un campanello d’allarme globale sul riscaldamento climatico e sulle sue conseguenze dirette sulla
vivibilità delle aree più calde del pianeta.


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