Le prospettive per la fine di settembre e l’inizio di ottobre 2025 delineano uno scenario atmosferico di grande interesse. Le simulazioni numeriche segnalano la possibile formazione di un blocco anticiclonico sulla Groenlandia associato a una fase di Oscillazione Artica (AO) in territorio negativo. Una configurazione che tende ad accentuare gli scambi meridiani, favorendo la discesa di masse d’aria fredda verso latitudini più basse, come la Siberia e talvolta l’Europa centrale.
AO e NAO: indici in evoluzione
Gli indici AO/NAO, attualmente su valori neutri o debolmente negativi, potrebbero accentuarsi verso l’inizio di ottobre. Un blocco persistente sulla Groenlandia determinerebbe deviazioni del flusso zonale e fenomeni di wave reflection, con conseguente aumento del rischio di irruzioni fredde e la spinta di masse subtropicali verso sud-ovest.

Effetti attesi su Siberia ed Europa
Questa configurazione barica è favorevole a un rapido raffreddamento della Siberia, con prime nevicate già dalla fine di settembre. L’accumulo precoce di neve contribuisce a rinforzare l’Anticiclone Russo-Siberiano, destinato a giocare un ruolo chiave nelle future ondate di gelo che potrebbero interessare anche l’Europa.
Tendenza stagionale e possibili scenari
La presenza di una La Niña debole attesa per l’autunno-inverno 2025/26 sembra favorire ulteriormente gli scambi meridiani e le anomalie fredde, in particolare tra Eurasia e Nord America. Dopo un settembre dal sapore tardo-estivo, l’Europa e l’Italia potrebbero assistere a prime irruzioni fredde già nel mese di ottobre, aprendo scenari pre-invernali.
Prospettive per l’inverno europeo
I modelli a lungo termine confermano la possibilità di un inverno 2025/26 caratterizzato da gelo e nevicate in stile siberiano, qualora le attuali configurazioni bariche venissero confermate nei prossimi mesi. Un segnale che merita attenzione e che rafforza l’ipotesi di una stagione fredda dinamica e ricca di contrasti.



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