Il Bureau of Meteorology (BOM) ha aggiornato la metodologia di monitoraggio introducendo un indice relativo del Niño 3.4, che considera il riscaldamento globale nel calcolo delle anomalie. Questo approccio rende più coerente il confronto tra le fasi ENSO nel tempo e aiuta a identificare con maggiore precisione le condizioni di La Niña ed El Niño.
2025: breve La Niña, ma bilancio ENSO-neutral
Le proiezioni del BOM indicano per la finestra settembre–novembre anomalie del Niño 3.4 attorno a -0,9/-1,0°C, valori compatibili con una La Niña tecnica. Tuttavia, la durata limitata (2–3 mesi) e il rapido ritorno alla neutralità non sono sufficienti a classificare il 2025 come anno di La Niña.
- Soglia BOM: La Niña se Niño 3.4 < -0,8°C per almeno tre mesi consecutivi.
- Scenario prevalente: condizioni ENSO-neutral per il bilancio annuale 2025.

2026: segnali in aumento per El Niño
Le indicazioni a lungo termine di BOM e di altri centri internazionali convergono su una maggiore probabilità di sviluppo di El Niño nel 2026. Una fase calda dell’ENSO comporta generalmente anomalie termiche positive e pattern pluviometrici differenti rispetto a La Niña, con effetti globali su temperature, precipitazioni e circolazione atmosferica.
Cosa significa per comunicazione e pianificazione
Per il 2025 la comunicazione corretta è ENSO-neutral con possibile, breve fase di La Niña in primavera australe. In ottica 2026, gli stakeholder possono considerare scenari compatibili con El Niño, integrando gli aggiornamenti stagionali nei piani di adattamento e gestione del rischio climatico.
In sintesi
- Metodo: nuovo indice relativo Niño 3.4 del BOM (aggiustato al riscaldamento globale).
- 2025: breve finestra di La Niña, ma anno neutrale nel complesso.
- 2026: probabilità in crescita per El Niño secondo più modelli.
- Implicazioni: pianificazione basata su aggiornamenti stagionali e scenari ENSO.



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