Negli ultimi giorni di settembre 2025 il Medio Oriente è stato investito da un’ondata di calore eccezionale, che ha sorpreso per intensità e durata. Località come Turbat, in Pakistan, hanno raggiunto punte di 46°C, mentre sulla costa dell’Oman, a Diba, i termometri si sono spinti fino a 44°C, valori che si avvicinano ai massimi assoluti mai registrati in questo mese. Questi dati sono particolarmente significativi perché giungono a ridosso di ottobre, periodo in cui solitamente i record stagionali non vengono messi in discussione. L’evento si inserisce così tra le ondate di calore tardive più intense mai documentate nella regione, confermando una tendenza a episodi estremi sempre più frequenti.
Temperature estreme e anomalie stagionali
A Turbat, il 28 settembre sono stati misurati 44,5°C nelle ore mattutine, ma le giornate successive hanno fatto segnare valori fino a 46°C. Sulla costa omanita, invece, il caldo è risultato ancora più anomalo, con 44°C a Diba, una città solitamente mitigata dalla vicinanza al mare.
Rischio record mondiale per ottobre
Le proiezioni dei modelli indicano che l’ondata potrebbe protrarsi anche nei primi giorni di ottobre. Non si esclude dunque che venga superato il record mondiale di temperatura per il mese di ottobre, un evento che metterebbe ulteriormente in evidenza la gravità della situazione climatica nel Medio Oriente.
Un contesto globale preoccupante
Non si tratta di un episodio isolato: a metà settembre l’Iran ha registrato 49,1°C a Shabankareh, un nuovo record mondiale per il mese, mentre altre regioni dell’Asia e del Nord Africa hanno vissuto condizioni simili. Questi fenomeni, sempre più ravvicinati, stanno mettendo sotto pressione agricoltura, risorse idriche, salute pubblica ed ecosistemi.
Conclusioni
La fine di settembre 2025 sarà ricordata come una delle più straordinarie ondate di calore mai osservate in Medio Oriente, con la concreta possibilità che i primi giorni di ottobre fissino un nuovo primato storico. Un chiaro segnale di come il riscaldamento globale stia alterando i ritmi stagionali, spingendo le temperature verso valori estremi anche in periodi dell’anno tradizionalmente più miti.


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