Meteo, stagione ciclonica atlantica 2025 tra le più deboli degli ultimi decenni: l’analisi delle mappe ECMWF

I modelli climatici segnalano condizioni sfavorevoli alla ciclogenesi

Il quadro ECMWF sull’Accumulated Cyclone Energy (ACE) segnala valori estremamente bassi a fine settembre, indice di una stagione molto sotto la media e potenzialmente da record per scarsa attività. Gli ultimi dati del Centro Europeo ECMWF mostrano, per l’Atlantico, un ACE quasi nullo rispetto alla climatologia di riferimento a fine settembre 2025. La barra verde del forecast mean è praticamente assente, mentre quella arancione del climate mean evidenzia il divario con i valori tipici attesi.

Modello ACE ECMWF

Perché l’Atlantico è così silenzioso

Le mappe diagnostiche indicano prevalenza di moti discendenti in quota (vp200) sull’oceano Atlantico, fattore che inibisce la convezione e la genesi ciclonica. In aggiunta, si osserva l’assenza di segnali convettivi robusti da onde equatoriali e MJO, mentre un IOD fortemente negativo altera i pattern globali, contribuendo a un ambiente poco favorevole alle tempeste tropicali.

Anomalie vp moti discendenti

Implicazioni: pochi cicloni e meno energia

Un ACE così basso non riguarda solo il numero di eventi: anche le tempeste che si formano tendono a risultare meno organizzate e con energia integrata ridotta. Lo squilibrio rispetto alla media rende la stagione atipica e di grande interesse per la comunità scientifica.

IOD index

Conclusioni: una stagione tranquilla ma da studiare

L’incrocio tra ECMWF ACE, diagnostica dinamica e pattern oceanici suggerisce che il 2025 possa chiudere come una delle stagioni più deboli per i cicloni atlantici. Il quadro mette in luce l’importanza di monitorare le interazioni tra atmosfera e oceani su scala globale per capire come e quando l’Atlantico tornerà a condizioni più attive.