Nei Sassi di Matera riaffiora una sinagoga antichissima: l’annuncio dell’artista Donato Rizzi

Nei Sassi di Matera emergono tracce di un luogo di culto ebraico: secondo l’artista Donato Rizzi potrebbe trattarsi della più antica sinagoga d’Europa, in attesa di conferme scientifiche

Una scoperta che potrebbe cambiare la storia religiosa e culturale d’Europa arriva dai Sassi di Matera. Donato Rizzi, artista materano di 67 anni, racconta di aver individuato, dopo vent’anni di ricerche, i resti di quello che “potrebbe essere la più antica sinagoga d’Europa, antecedente alla nascita di Cristo”. Il ritrovamento si trova in una grotta di via Madonna delle Grazie, nel Rione Conche, cuore del Sasso Caveoso. Lì, secondo studi condotti da Rizzi insieme ad altri esperti, sarebbe sorto un quartiere ebraico, rimasto vivo fino al XVI secolo, prima che l’editto di espulsione emanato dagli spagnoli costringesse la comunità israelitica a lasciare il Regno di Napoli.

Il primo riconoscimento ufficiale è arrivato già nel 2019, quando due esponenti di spicco dell’ebraismo internazionale – Rabbi Herschel Gluck, rabbino e ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico, e Rabbi Bruno Fiszon, Gran rabbino di Metz e della Mosella e consigliere scientifico del rabbino capo di Francia – visitarono il sito accompagnati dall’allora sindaco Raffaello De Ruggieri. In quell’occasione parlarono di “segni inequivocabili”, indicando la presenza di elementi fondamentali della liturgia ebraica: la Tevà, ossia l’altare per la lettura della Torah, il Mikveh, bagno rituale di purificazione, oltre a iscrizioni e simboli giudaici incisi nella pietra.

L’artista lancia un appello volto alla preservazione del patrimonio culturale

Rizzi sottolinea come il lavoro di ricerca non si sia mai interrotto: “non mi sono mai fermato, perché ho riscontrato elementi inconfondibili della cultura ebraica. Ho cercato conferme scientifiche e il tempo mi sta dando ragione. Dopo l’entusiasmo iniziale, però, l’interesse delle istituzioni è andato scemando. Mi aspetto ora che ci sia un sostegno concreto per arrivare a certificazioni definitive e poter affermare senza esitazioni che qui si trova una delle più antiche sinagoghe d’Europa. Io ne sono sempre più convinto”.

L’artista lancia quindi un appello non solo personale ma rivolto alla collettività, perché la scoperta ha un valore che travalica il semplice interesse archeologico: religioso, storico, identitario ed economico. “abbiamo il dovere di andare fino in fondo, per conoscere e per riconoscere le nostre radici – aggiunge –. In questi anni ho riscoperto usi, detti e tradizioni popolari materane che ci legano in maniera evidente al mondo ebraico. Sono convinto che siamo a un passo dalla conferma di qualcosa di straordinario. Il mio è un invito alla conoscenza e alla consapevolezza”.