Oggi, domenica 21 settembre, riapre la stagione venatoria in tutta Italia, ma le doppiette tornano in azione tra le accese proteste delle associazioni ambientaliste. Il WWF denuncia una “strage per milioni di animali” e una “deriva legislativa” sempre più permissiva. La critica si concentra sul disegno di legge 1552, attualmente in discussione al Senato, che secondo gli ambientalisti liberalizzerebbe ulteriormente la caccia, riducendo le aree protette e estendendo i terreni di caccia. La proposta, che arriva con l’avallo del ministro Lollobrigida, definirebbe i cacciatori come “presidi naturalistici“, un concetto duramente contestato da Lipu e WWF.
Le associazioni sottolineano come la legge permetta la caccia a ben 21 specie in cattivo stato di conservazione, tra cui l’allodola e la starna. Preoccupa, inoltre, l’autorizzazione in diverse regioni a cacciare turdidi e beccacce fino a fine gennaio, in piena migrazione, una pratica vietata dalla direttiva Uccelli europea.
In questo scenario, il WWF ha già raccolto 85mila firme per fermare la “caccia selvaggia“, mentre la Lipu definisce il Ddl “irresponsabile e incostituzionale“. Sul fronte politico, anche il capogruppo di Avs, Luana Zanella, propone di fermare la caccia, almeno per la festa nazionale di San Francesco.


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