Le onde marine non si limitano a produrre il rumore che tutti conosciamo sulle spiagge. Secondo un nuovo studio guidato dall’Università della California a Santa Barbara (UCSB), pubblicato sul Geophysical Journal International, le onde generano anche infrasuoni e segnali sismici, vere e proprie “firme” acustiche in grado di rivelare informazioni preziose sulle condizioni del mare. Il fenomeno sembra legato all’oscillazione delle bolle d’aria intrappolate durante il moto ondoso: queste, espandendosi e contraendosi in sincronia, creano impulsi che si propagano nell’atmosfera e nel fondale. Per rilevarli, il ricercatore Jeremy Francoeur ha installato sensori presso la Coal Oil Point Reserve, confrontando i dati raccolti con riprese video delle onde. L’uso di un array di strumenti, invece di un singolo sensore, ha permesso di distinguere chiaramente il segnale caratteristico delle onde, con impulsi ripetitivi tra 1 e 5 hertz.
Questi infrasuoni, non percepibili dall’orecchio umano, hanno mostrato una correlazione diretta con l’altezza significativa delle onde in mare aperto, aprendo la strada a nuove tecniche di monitoraggio costiero. Inoltre, l’analisi ha evidenziato come gran parte dei segnali provenisse da una specifica area della spiaggia, suggerendo un ruolo cruciale della morfologia sottomarina.
La scoperta non solo amplia la nostra comprensione dei processi naturali, ma potrebbe diventare uno strumento innovativo per studiare oceani, tempeste e persino i cambiamenti climatici.


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