Open data e IA per l’ambiente: a Genova il workshop per i 30 anni di Arpal, gli interventi dei protagonisti

Istituzioni, ricerca e amministrazioni a confronto su accessibilità e nuove tecnologie per trasformare i dati ambientali in strumenti di conoscenza, prevenzione e decisione

Oggi pomeriggio un gremito Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi ha ospitato il workshop “Open data, Big data e Intelligenza Artificiale: le nuove sfide sui dati ambientali”, organizzato da Arpal in occasione del trentesimo anniversario dell’Agenzia, con il patrocinio del Comune di Genova. L’incontro ha messo a confronto istituzioni, enti di ricerca e università su un tema centrale: come rendere i dati ambientali realmente accessibili, interoperabili e utili per le decisioni pubbliche, il monitoraggio e la prevenzione dei rischi.

I saluti istituzionali

Ad aprire i lavori è stata Paola Carnevale, direttore scientifico di Arpal, che ha richiamato l’attenzione sulle sfide legate a big data, interoperabilità e intelligenza artificiale specialmente nel contesto ambientale. A seguire, il direttore generale di Arpal, Elisabetta Trovatore, ha ricordato i trent’anni dell’Agenzia, ringraziando colleghe e colleghi per il percorso condiviso e sottolineando come l’interoperabilità sia oggi la chiave per trasformare i dati ambientali in informazione utile a un mondo sempre più complesso.

Il direttore generale di Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Maria Siclari, ha posto l’accento sull’etica e sulla governance delle nuove tecnologie: “l’intelligenza artificiale”, ha detto, “deve rafforzare la fiducia dei cittadini e rendere i dati accessibili e inclusivi, trasformandoli in servizi concreti per la collettività”. L’assessore Silvia Pericu, padrona di casa a Palazzo Tursi, ha ribadito che l’accesso ai dati ambientali è un diritto e che open data chiari e disponibili rappresentano un esercizio di democrazia e un obiettivo primario per l’amministrazione comunale genovese.

Iacopo Avegno, Direttore dei Sistemi Informativi di Regione Liguria, ha valorizzato il patrimonio di dati ambientali della Liguria e il ruolo del Centro Meteo di Arpal, ricordando come l’AI possa rafforzare le capacità previsionali e migliorare il raccordo delle informazioni. Infine, l’Ammiraglio Ispettore Antonio Ranieri ha portato l’esperienza delle Capitanerie di porto, sottolineando l’importanza della condivisione dei dati raccolti in mare per la sicurezza e la protezione ambientale, anche attraverso sistemi europei come AIES e Single Window.

Gli interventi tecnici

Nel corso del pomeriggio si sono alternati interventi che hanno mostrato come dati e tecnologie possano trasformarsi in strumenti concreti per il territorio. A partire dall’esperienza di Genova Smart City, raccontata dalla presidente Barbara Grasso, che ha descritto progetti già avviati fino ai programmi di mobilità sostenibile, con l’obiettivo di mettere cittadine e cittadini al centro della trasformazione digitale.

Dalla prospettiva nazionale, Michele Munafò (Ispra) ha presentato il Sistema Informativo Nazionale Ambientale (SINA), ricordando l’importanza delle fonti e mostrando come l’intelligenza artificiale, insieme a strumenti divulgativi come l’Ecoatlante, possa rendere i dati più accessibili senza rinunciare al rigore scientifico. Sul tema dell’interoperabilità è intervenuto Rocco Affinito del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, che ha illustrato la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND): un unico accordo di adesione che sostituisce i tanti accordi bilaterali, semplificando lo scambio sicuro delle informazioni tra amministrazioni e aprendo la strada a nuovi ecosistemi digitali.

In questa direzione si inserisce anche l’intervento di Mauro Giaccardi, Direttore Soluzioni Digitali di Liguria Digitale, che ha descritto il percorso di evoluzione del sistema regionale di dati ambientali e l’avvio della nuova Data Platform, pensata per centralizzare i flussi e collegarli agli open data regionali, creando un registro unico a supporto delle decisioni. Non sono mancati spunti critici: Michele Piana, Professore Ordinario di Analisi Numerica Università di Genova ha riflettuto sul fatto che la scienza dei dati non si esaurisce nei modelli di AI. Guardando al futuro, Vittorio Murino, Professore Ordinario Università di Verona e Principal Investigator AIGO – AI for Good presso l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), ha illustrato i vantaggi dell’approccio multimodale, che integra dati diversi ì per soluzioni più robuste, ma che richiede anche nuove modalità di rappresentazione e coordinamento.

A chiudere, Mirko D’Andrea per Fondazione CIMA ha portato l’esperienza nella gestione del rischio ambientale, mostrando come l’uso integrato di dati, modelli e intelligenza artificiale possa rafforzare le capacità di previsione e offrire un supporto più tempestivo alle decisioni.

La giornata di oggi ha mostrato quanto sia cruciale mettere in rete competenze, dati e tecnologie per costruire un’informazione ambientale solida e condivisa. Ma le celebrazioni per i 30 anni di Arpal non si fermano qui: domani a Genova sarà la volta del Consiglio Nazionale SNPA in Regione Liguria, un momento strategico per tutto il Sistema delle agenzie ambientali, seguito nel pomeriggio dal workshop al Blue District con due tavoli di confronto dedicati a “planetary health” e valutazione degli impatti ambientali.

Ad accompagnare i lavori, una mostra fotografica che racconta trent’anni di attività di Arpal e di tutela dell’ambiente in Liguria. Un’occasione per riflettere insieme sulle sfide emergenti e immaginare le risposte future.