Previsioni Meteo Inverno 2025–2026: perché secondo il modello CANSIPS cresce l’ipotesi di una stagione con i fiocchi

Previsioni Meteo, perché l’inverno 2025–2026 potrebbe essere dinamico

Le più recenti proiezioni stagionali del modello CANSIPS indicano un assetto atmosferico potenzialmente favorevole a un inverno freddo e dinamico sugli Stati Uniti centro-orientali. Il tassello chiave è un blocco tra Aleutine e Nord Pacifico, tipico di un regime –EPO (Eastern Pacific Oscillation negativa): quando questa configurazione si stabilizza, il getto polare tende ad abbassarsi sul Canada e poi sugli USA, aprendo corridoi ricorrenti per l’aria artica.

Che cos’è la –EPO e perché conta

La –EPO descrive una pressione più alta del normale tra Alaska e Aleutine con una controparte ciclonica più a sud. Questo assetto “piega” la corrente a getto e accumula aria molto fredda su Alaska e Canada occidentale. Al primo affondo meridiano, il serbatoio gelido viene spinto verso Midwest, Grandi Laghi, Nordest e tratti degli Appalachi, con ondate fredde ripetute e finestre favorevoli alla neve.

Il ruolo di ENSO e delle altre teleconnessioni

Le indicazioni attuali propendono per un ENSO neutrale per gran parte della stagione, con al più una breve puntata di La Niña debole tra autunno e inizio inverno. In assenza di un “regista” forte nel Pacifico equatoriale, salgono di importanza i pattern extratropicali: oltre alla –EPO, contano AO/NAO, QBO e la dinamica stratosferica. In questo quadro, una –EPO persistente diventa un moltiplicatore di probabilità per afflussi freddi frequenti verso gli USA orientali.

Impatti attesi: freddo, neve e forti gradienti

  • USA centro-orientali: maggiore frequenza di irruzioni fredde e tempeste invernali. Gli accumuli nevosi potrebbero posizionarsi sopra la media su Midwest, Grandi Laghi e Nordest, specie nei passaggi con aria molto fredda a seguire.
  • USA meridionali e Sud-ovest: scenario tendenzialmente più mite e secco, con finestre fredde meno persistenti.
  • Canada occidentale e centrale: elevata probabilità di inverni rigidi e nevosi quando il blocco aleutinico persiste.

Segnali da monitorare (e limiti previsionali)

Un blocco robusto alle Aleutine già in tarda stagione autunnale aumenta la probabilità che la configurazione regga durante l’inverno. Tuttavia, la variabilità intra-stagionale resta alta: oscillazioni di AO/NAO, fasi di MJO e possibili riscaldamenti stratosferici possono modulare traiettoria e intensità delle ondate fredde. La strategia migliore è un monitoraggio settimanale, integrando il segnale stagionale con le forzanti a breve periodo.

Cosa significa, in pratica

Per chi vive tra Plains centrali, Midwest, Grandi Laghi e Nordest, il segnale composito punta verso un inverno più “vivo”: più finestre nevose, freddo più accessibile e pattern ondulati del getto. Non è una promessa di gelo continuo, ma un aumento della probabilità di episodi freddi e nevosi rispetto a stagioni dominate da correnti occidentali miti.

In sintesi

Con ENSO neutro e –EPO in primo piano, cresce la probabilità di un inverno dinamico e freddo per gli USA centro-orientali. La neve potrebbe tornare protagonista su Midwest, Grandi Laghi e Nordest, mentre il Sud resterà più spesso ai margini. Preparazione e aggiornamenti regolari restano essenziali per cogliere tempistiche e intensità dei singoli eventi.