“Le riserve di acqua dolce, come neve o falde acquifere, possono essere stimate utilizzando osservazioni satellitari di telerilevamento e modelli numerici. Sia i modelli che le osservazioni presentano incertezze e limitazioni intrinseche legate agli errori di osservazione, alla parametrizzazione del modello e alle incertezze di input. Un metodo promettente per ovviare alle carenze di modelli e osservazioni è l’assimilazione dei dati, poiché combina osservazioni esistenti ed emergenti con stime del modello, colmando così le lacune di scala e i limiti tra osservazioni e modelli”: è la presentazione di un evento CMCC dal titolo “Quanta neve c’è in montagna e quale sarà il suo destino?” in programma il 24 settembre 2025, 15:00 CEST con la partecipazione della relatrice: Manuela Girotto, Università della California, Berkeley e moderato da Daniele Peano, CMCC Foundation.
“Utilizzando questi strumenti, possiamo rispondere alle seguenti domande scientifiche: quanta acqua è immagazzinata sotto forma di neve stagionale? Quanta ne è presente nelle falde acquifere sotterranee? Possiamo quantificare i cambiamenti idrologici dovuti a processi indotti dall’uomo (ad esempio, l’irrigazione)? Questa presentazione si concentrerà sulla stima delle quantità stagionali di neve nelle regioni montuose, le riserve idriche del mondo. Esse forniscono una parte sostanziale del fabbisogno idrico naturale e antropico e sono anche altamente sensibili e soggette ai cambiamenti climatici”, conclude la nota di presentazione.



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