Sismicità e bradisismo nei Campi Flegrei: nuove considerazioni di etica scientifica

Lo scopo della ricerca scientifica, rispetto ad un fenomeno naturale come il bradisismo, dovrebbe essere solo quello di fornire ai cittadini in sofferenza, e alle Autorità, una visione completa del fenomeno, senza abbandonarsi a facili catastrofismi

Di Benedetto De Vivo* – In un precedente contributo divulgativo di 12/11/2023, su MeteoWeb, avevo trattato del tema: Bradisismo flegreo e etica scientifica. Riprendo il tema in questo nuovo intervento: Il fenomeno del bradisismo nei Campi Flegrei, determina giustamente un grosso interesse da parte della Comunicazione, dove trova molto spazio chi assume posizioni allarmistiche/catastrofistiche. Nello stesso tempo è del tutto ovvio che la Comunicazione non fa alcun filtro scientifico rispetto a ciò che viene detto/scritto. Soprattutto se quanto detto/scritto è stato pubblicato su una rivista scientifica. Nella sostanza si pensa che ciò che è stato pubblicato da una rivista internazionale sia una “verità” assoluta. Purtroppo non è più così. La differenza fra Riviste più strettamente scientifiche e quelle “commerciali”, si è alquanto appiattita. L’unico filtro dovrebbe essere l’onestà intellettuale e eticità dei singoli Ricercatori nel dare credito o meno a altri autori che hanno scritto diffusamente sul tema di uno specifico articolo pubblicato.

Rimando per altre considerazioni a livello divulgativo a De Vivo B., 2025. Sismicità e bradisismo nei Campi Flegrei, come attenuare od eliminare gli effetti e a livello scientifico a Lima et al. (2025 e bibl contenuta), dove ho descritto la mia e co-autori interpretazione del fenomeno del bradisismo, distinguendo: 1. La causa primaria del fenomeno; 2. Effetti del fenomeno; 3. La soluzione per attenuare/eliminare gli effetti del bradisismo e conseguente attività sismica. In tale intervento non mi ero soffermato nel dettaglio sul ruolo svolto dagli acquiferi superficiali, nella generazione di sismicità a livello “superficiale”, laddove per superficiale, con miei co-autori, intendiamo gli acquiferi compresi fra superficie e circa 2,5-3 km di profondità. In Scafetta et al, 2025 (in stampa) descriviamo, scientificamente nei dettagli ns punto di vista sul tema. Rimando quindi a questi interventi scientifici e divulgativi precedenti, Lima et al (2025; Scafetta et al 2025, in stampa; e bibl. ivi contenute) e De Vivo B. (2025, su Anteprima24), per meglio comprendere il sistema bradisismico dalla profondità di circa 7,5 km a superficie.

In questo nuovo contributo divulgativo non farò commenti, essendo animato da spirito costruttivo, rispetto al contenuto di pubblicazioni recenti, del 2025, di vari autori. Tali autori interpretano il fenomeno bradisismico, apparentemente, in modo abbastanza simile al nostro modello illustrato in svariate pubblicazioni (tutte riportate in Lima et al., 2025), anche se nessuno dei ns lavori viene citato). Forse altri autori si sono distratti…. succede. Ma alcuni Ricercatori corretti, ancora ci sono (Mantiloni et al, 2025; Marini et al, 2025).

Dispiace per la caduta di stile etico/scientifica. Ci sono comunque, pur nella apparente similarità, differenze e “convergenze” fra mie e co-autori interpretazioni/soluzioni, rispetto agli autori vari del 2025. Differenze e/o convergenze, che non metterò in evidenza, in questo intervento. Intendo invece soffermarmi, su altro problema, certamente, sistemico e non personale: il rispetto dell’etica scientifica e della deontologia professionale dei Ricercatori, quale che sia il legittimo punto scientifico di ognuno.

Lo scopo della ricerca scientifica, rispetto ad un fenomeno naturale come il bradisismo, dovrebbe essere solo quello di fornire ai cittadini in sofferenza, e alle Autorità, una visione completa del fenomeno, senza abbandonarsi a facili catastrofismi (che penso, non siano nell’agenda di Madre Natura, almeno, per quella che è la fenomenologia bradisismica attuale), pur dovendo rappresentare un fenomeno naturale nella sua realtà geo-vulcanologica con connessi rischi ai quali sono esposte le popolazioni. In questo contesto, penso come ampiamente riportato in Lima et al (2025 e bibl contenuta) e Scafetta et al (2025, in stampa, e bibl contenuta), indichiamo la soluzione potenziale per attenuare, se non eliminare del tutto, il bradisismo per come si manifesta da ben 4.000 anni, sempre con le stesse dinamiche e caratteristiche, senza produrre mai alcuna catastrofe. Ovviamente, ogni Ricercatore può condividere o meno le soluzioni che proponiamo in Lima et al (2025) e Scafetta et al (2025). In Scafetta et al (2025), in particolare, trattiamo anche del ruolo svolto dagli acquiferi superficiali, nella generazione di sismicità a livello “superficiale”, aspetto non trattato in Lima et al (2025), ma discusso anche da altri nel 2025, con elementi non esattamente convergenti con Scafetta et al (2025).

In questo contributo divulgativo mi soffermo sostanzialmente sui comportamenti marcati da assoluta assenza di eticità e deontologia scientifica da parte di tanti Ricercatori, ispirandomi alla mia recente lettura – che consiglierei a tanti giovani – del libro di Russo L. (2019). Russo, intra alia, riporta un pensiero di Keplero J., che nel 1602, scriveva: “L’esperienza dimostra che tutto ciò che contiene umidità si gonfia quando la Luna cresce e si sgonfia quando la Luna decresce”. Keplero non parlava certo del bradisismo, ma faceva una osservazione sperimentale ripresa a sua volta da “scienziati” Ellenici di circa 4-5 secoli prima di Cristo. Keplero (1571-1630) aveva però l’onestà intellettuale/etica di citare le fonti delle sue osservazioni, risalenti a ben 20 secoli prima del 1602. Valori questi completamente assenti, purtroppo, nell’era e mondo scientifico attuali, dove si considera come inesistente ciò che è stato scritto, scientificamente solo alcuni anni fà. L’intuizione di scienziati Ellenici di 20 secoli pre-Keplero, è stata poi utilizzata per spiegare il bradisismo flegreo da Palumbo A. (1985) e Scafetta e Mazzarella (2021). Non so se Palumbo, e Scafetta e Mazzarella, fossero a conoscenza del pensiero di Ellenici e di Keplero. Comunque, in particolare Palumbo (1985), unitamente a Casertano et al (1976), per loro visioni, fuori dal main stream, ci “guadagnarono” solo sbeffeggiamenti e derisioni da parte dei vulcanologi Italiani.

Pur ritenendo che è sempre più che positivo che si producano nuove idee sulla base di acquisizione di nuovi dati/metodologie di ricerca, ribadisco ciò che non è assolutamente condivisibile: il processo di auto-citazioni, sia a livello personale che a livello di proprie Istituzioni di appartenenza. In una ultima, recente, pubblicazione (2025), su 75 citazioni, ben 52 (il 69% del totale) sono autocitazioni dei vari co-autori e di Ricercatori Italiani appartenenti alle Istituzioni di appartenenza degli autori stessi. Rimarco che di questo scadimento generalizzato di eticità/deontologia scientifica sono in primis responsabili le Istituzioni di appartenenza dei vari Ricercatori che rendono possibili tali scorretti comportamenti (le autocitazioni istituzionali, penso che siano “promosse” dalle Istituzioni di “appartenenza” in quanto elementi di valorizzazione delle Istituzioni stesse), e a scalare, gli Editori scientifici delle Riviste (nazionali e internazionali) che pubblicano questi articoli. Questo senza, personalmente, avere alcuna intenzione di sminuire l’importanza delle “novità” che vengono portate per una migliore conoscenza di un fenomeno naturale che angoscia centinaia di migliaia di cittadini. Sono stato Chief Editor di varie riviste internazionali (JGE-Elsevier, GEEA-Geol. Soc London-Assoc. Applied Geochemists, Mineralogy & Petrology-Springer), e tuttora continuo a svolgere il ruolo di Editore scientifico di Libri Elsevier, e non ho mai consentito che questo si verificasse in modo così eccessivo per articoli sottoposti a mio controllo editoriale. Ricordo, comunque che un giornalista di La Repubblica diversi anni fa (se ben ricordo, Gian Antonio Stella), già metteva in evidenza, come tanti Italiani, in varie discipline scientifiche, fossero nel mondo Occidentale, tra i leaders delle citazioni ricevute, e si chiedeva se tutto questo riflettesse un primato “reale” o “artefatto”.

Ritengo comunque che non sia il caso di “personalizzare” un problema che è sistemico e certo non solo Napoletano/Italiano. Posso solo dire che il sistema bibliometrico è “corrotto”. Poteva valere finché c’era ancora una qualche Autorità che fosse in grado di capire la dinamica di tutto il meccanismo, limitandone gli “abusi” dei Ricercatori. I Cinesi sono certamente quelli che lo hanno capito al 100%, e subito si sono organizzati per “utilizzarlo” al meglio per loro scopi…. Ma gli Italiani, sul piano dell’inventiva, in negativo in questo caso, li hanno seguiti a ruota o anche anticipati. Purtroppo, questo sistema “corrotto” riguarda ora anche il Paese che era il punto di riferimento dei principi e valori dell’Occidente: gli USA!

Rispetto al contenuto di tante pubblicazioni sul bradisismo (sempre e comunque, annunciate, come nuove, grandi scoperte… che in verità, quasi sempre, proprio “scoperte” non sono), si possono, legittimamente non condividere interpretazioni di altri; ma non sostenere che altri non abbiano fornito “risposte”.

Un disastro improvviso su larga scala (LSSD = Large Scale Sudden Disaster) potrebbe verificarsi entro breve tempo o anche nei prossimi secoli. Il mantra di ogni buon padre di famiglia (nel caso, il Governo) dovrebbe essere: Prevenire un LSSD è meglio che curare. Prevenire, preparare, mitigare ed essere pronti a rispondere! Impossibile essere pronti senza fare niente. Con questo spirito abbiamo pubblicato, con casa editrice internazionale, il libro: Panza G. et al (2022). E in questo spirito, nel caso dei Campi Flegrei, è assolutamente necessario e urgente, a che la politica provveda, nell’immediatezza, ad adottare misure per mettere in sicurezza i cittadini. In ogni caso, a prescindere dalle interpretazioni in campo, da quelle più catastrofistiche a quelle più ottimistiche, le Autorità di Protezione Civile riguardo lo scenario futuro dovrebbero provvedere a preparare il territorio per garantire la sicurezza di almeno 2 milioni di persone che vivono nella Zona Rossa dei Campi Flegrei (che comprende gran parte di area occidentale di Napoli): 1. Rendere antisismiche le abitazioni, fino a reggere a terremoti di Magnitudo massima di 5, con incremento di 0,7 (Mdesign = Mmax + 0,7) – in questo caso le abitazioni dovrebbero essere rese sicure fino al 5,7 M (Wen & Wang, 2024); 2. Costruire ampie vie di fuga per consentire evacuazione di popolazione a rischio in 48 ore; 3. Non concedere nuove concessioni edilizie, e condoni edilizi.

Last but not least, con le dovute legittime differenze interpretative rispetto al fenomeno bradisismico nei CF da parte di diversi Ricercatori, penso che lo sforzo a livello scientifico dovrebbe essere mirato a portare punti di vista e soluzioni che possano essere di sostegno alle Autorità preposte alla gestione del territorio e della vita dei cittadini residenti. Per operare con questo spirito “collaborativo” nel rispetto dei cittadini residenti, bisognerebbe abbandonare forme di “protagonismo” e “sensazionalismo”. Faccio solo, sommessamente notare, che chi, nel proporre i propri legittimi punti di vista scientifici, non rispetta un codice etico comportamentale corretto, non rende un buon servizio alla scienza, ma soprattutto ai cittadini che vivono con angoscia sulla loro pelle, un fenomeno naturale come il bradisismo e la connessa sismicità.

 

Bibliografia

Casertano L., Oliveri del Castillo A. and Quagliariello M.T, 1976. Hydrodynamics and geodynamics in the Phlegrean Fields area of Italy. Nature 264,154-161.

De Vivo B. 2023. Il bradisismo nei Campi Flegrei e etica scientifica. MeteoWeb, 12 Nov 2023. https://www.meteoweb.eu/2023/11/bradisismo-campi-flegrei-etica-scientifica/1001325407/

De Vivo B., 2025. Sismicità e bradisismo nei Campi Flegrei, come attenuare od eliminare gli effetti. https://www.anteprima24.it/napoli/bradisismo-campi-flegrei-eliminare-effetti-na/.

Kepler J., 1602. De fundamentis astrogoliae certioribus. In (Kepler OO), Vol 1, p.422.

Lima A., Bodnar R.J., De Vivo B., Spera F.J. and Belkin H.E., 2025. The “breathing” Earth (la terra che respira) at Solfatara-Pisciarelli (Campi Flegrei, southern Italy) during 2005-2024: Nature’s way of attenuating the effects of bradyseism through gradual and episodic release of subsurface pressure. Amer. Mineralogist; https://doi.org/10.2138/am-2024-9516.

Mantiloni L., Hickey J. and Alshembari R., 2025. The role of gravity in the state of stress and pore pressure of poroelastic rocks. Geophysical Journal International (2025), 242, 1-24 https://doi.org/10.1093/gji/ggaf169.

Marini L., Principe C. and Lelli M., 2025. Time changes during the last 40 years in the Solfatara magmatic–hydrothermal system (Campi Flegrei, Italy): new conceptual model and future scenarios. Solid Earth, 16, 551-578.

Palumbo A., 1985. Influence of external tidal and meteorological forces on the bradyseismic phenomenon in the Phlegrean Fields. Il Nuovo Cimento, 8, 538-551.

Panza G., Kossobokov V.G., Laor E., De Vivo B., Eds, 2022. Earthquakes and Sustainable Infrastructure: neodeterministic (NDSHA) approach guarantees prevention rather than cure; Elsevier, ISBN. 978-0-12-823503-4; 648 pp.

Russo L., 2019. La rivoluzione dimenticata. Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna. Universale Economica Feltrinelli. Pp 554. ISBN: 978-88-07-88323-1.

Scafetta N. and Mazzarella A., 2021. On the rainfall triggering of Phlegraean Fields volcanic tremors. Water, 13 (2), 154; https://doi.org/10.3390/w13020154

Scafetta N., Lima A., De Vivo B., Daniele L., Milia A., Bodnar R.J. and Spera F.J., 2025 (in stampa). Is there a relationship between ongoing ground deformation uplift (bradyseism) and subterranean rainwater accumulation at Campi Flegrei Italy? Frontiers Earth Sc.

Wen ZP and Wang GX, 2024. Book Review: Panza et al, 2022. Earthquake Science, 37, 493-496.

 

*Benedetto De Vivo. Adjunct Prof presso: Virginia Tech, Blacksburg 24061, VA, USA; Nanjing University, Nanjing, Cina; Hubei Polytechnic University, Huangshi, Cina. Già Prof. Ordinario di Geochimica Ambientale presso l’Università di Napoli Federico II. 2019 Gold Medal Award dell’Association of Applied Geochemistry; 2020 International Research Award as Innovative Researcher in Applied Geochemistry (by RULA AWARDS & IJRULA)