Uno studio condotto da ricercatori della Freie Universität Berlin e dell’Università di Potsdam ha rivelato che l’inclinazione del fondale marino è il fattore determinante nella formazione dei canyon sottomarini, le profonde valli sottomarine che trasportano sedimenti, nutrienti e carbonio dalle zone costiere agli abissi oceanici. La ricerca, pubblicata sulla rivista Science Advances, sfata l’ipotesi finora prevalente secondo cui sarebbero i fiumi e il loro apporto sedimentario a plasmare queste strutture. Attraverso un modello statistico globale basato sull’analisi di oltre 2.000 canyon, il team guidato dai docenti Anne Bernhardt e Wolfgang Schwanghart ha dimostrato che la pendenza dei margini continentali è di gran lunga il parametro più influente, superando fattori come la vicinanza agli estuari fluviali, la quantità di sedimenti o l’attività sismica.
“I processi tettonici e termici che modellano la morfologia dei fondali oceanici controllano direttamente la distribuzione di queste strutture”, spiega Bernhardt, sottolineando il loro ruolo cruciale nel ciclo globale del carbonio.
I dettagli sullo studio
Lo studio evidenzia inoltre come, una volta formatisi, i canyon interagiscano con i processi costieri, innescando una competizione per l’approvvigionamento sedimentario. “Un canyon posizionato strategicamente può sottrarre sedimenti ai canyon vicini, influenzandone l’evoluzione”, aggiunge Schwanghart, precisando che tali dinamiche avvengono su scale temporali geologiche e sono difficili da osservare direttamente. I risultati hanno implicazioni significative per la comprensione dei meccanismi di sequestro del carbonio negli oceani. Identificando le regioni con maggiore probabilità di sviluppo di canyon, la ricerca offre nuovi strumenti per migliorare i modelli climatici e valutare la stabilità dei depositi naturali di carbonio.
“Questi canyon funzionano come nastri trasportatori verso gli abissi”, conclude Bernhardt, “e comprenderne i meccanismi di formazione è essenziale per prevedere il comportamento delle principali riserve di carbonio del pianeta”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?