Svelato il mistero dei “cerchi fantasma” sul fondale oceanico

Misteriosi cerchi sul fondo dell'oceano al largo della costa meridionale della California: gli scienziati svelano un fenomeno preoccupante

Un mistero durato decenni è stato finalmente risolto. Quelli che sembravano misteriosi cerchi bianchi attorno a barili arrugginiti sul fondo dell’oceano al largo della costa meridionale della California sono in realtà la traccia di un inquinamento industriale persistente e poco conosciuto. Inizialmente, i barili erano stati collegati allo scarico del famigerato pesticida DDT, ma i ricercatori dello Scripps Institution of Oceanography hanno scoperto che i barili circondati da “cerchi fantasma” contenevano in realtà scorie alcaline caustiche. Il contenuto di questi fusti, infatti, è fuoriuscito nel tempo, creando gli anelli bianchi e trasformando il fondale marino in un ambiente estremo.

Un ambiente estremo

Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences Nexus, ha rivelato che il materiale alcalino fuoriuscito dai barili ha cementato i sedimenti, trasformandoli in una crosta dura come il cemento, ricca di un minerale chiamato brucite. La brucite è un minerale che si forma dalla reazione del materiale alcalino con il magnesio dell’acqua di mare. La sua lenta dissoluzione mantiene un pH elevato nel sedimento, creando un ambiente inospitale per la maggior parte della vita marina.

cerchi fantasma fondale oceanico
Credit Schmidt Ocean Institute

L’analisi del DNA microbico ha confermato che la diversità batterica in queste zone, disposte in una forma circolare, è notevolmente ridotta. I pochi microbi che sono riusciti a sopravvivere appartengono a famiglie che prosperano in ambienti estremi, come le sorgenti idrotermali o le sorgenti calde alcaline. La gravità e la portata di questo inquinamento dipendono dal numero di barili che si trovano ancora sul fondale. Paul Jensen, microbiologo marino emerito e autore senior dello studio, ha affermato di essere “scioccato dal fatto che, a distanza di più di 50 anni, si vedano ancora questi effetti“.

Più di un semplice problema di DDT

I ricercatori hanno ipotizzato che il DDT non fosse l’unica sostanza scaricata al largo delle coste della California meridionale. Tra gli anni ’30 e i primi anni ’70, decine di migliaia di barili sono stati scaricati in 14 siti di discarica in acque profonde, contenenti “rifiuti di raffineria, scarti di perforazione petrolifera, scorie chimiche, rifiuti, esplosivi militari e scorie radioattive“.

Sebbene la produzione di DDT generasse scorie acide e alcaline, gli scienziati pensano che le scorie acide siano state scaricate direttamente in mare, mentre le scorie più pericolose, quelle alcaline, furono messe nei barili. “Questo ti fa chiedere: cosa c’era di peggio dei rifiuti acidi del DDT per meritare di essere messi nei barili?“, si è chiesta Johanna Gutleben, prima autrice dello studio.

La scoperta dei “cerchi fantasma” ha così fornito un modo per identificare visivamente i barili che contenevano scorie alcaline, aiutando i ricercatori a stimare la contaminazione del fondale marino. Gutleben ha concluso che finora i ricercatori si sono concentrati principalmente sul DDT, ma che è tempo di “iniziare a cercare anche altre cose“.

Cosa forma i “cerchi fantasma”?

In sintesi, ecco cosa forma i cerchi bianchi:

  • Cosa c’è dentro i barili? I barili che formano i cerchi non contengono DDT, ma un tipo di rifiuto industriale molto forte, chiamato “scoria alcalina”. L’alcalino è il contrario di acido e ha un pH molto alto;
  • Cosa succede quando fuoriesce? Queste scorie alcaline, uscite dai barili, si mescolano con l’acqua di mare. L’acqua di mare contiene un minerale chiamato magnesio;
  • La reazione chimica: Quando l’alcalino incontra il magnesio, i due si combinano e creano un nuovo minerale chiamato brucite. Questo minerale ha la particolarità di essere molto denso e di “incollare” la sabbia e i sedimenti del fondale;
  • La forma del cerchio: La brucite si deposita attorno al barile, creando una sorta di crosta dura che forma un anello o un cerchio attorno al punto di fuoriuscita;
  • Perché sono bianchi? Man mano che la brucite si degrada, forma un’altra sostanza bianca, il carbonato di calcio, che si deposita come polvere sottile. È questa polvere che dà ai cerchi il loro aspetto “fantasma” e bianco.

Le scorie alcaline fuoriuscite dai barili reagiscono con l’acqua di mare, creando un minerale che cementa il sedimento in una forma circolare, mentre una polvere bianca dà al cerchio il suo colore caratteristico.