Domenica sera i cieli degli Stati Uniti occidentali hanno ospitato uno spettacolo cosmico, un bagliore luminoso che ha sorpreso gli osservatori da Los Angeles fino a Phoenix. Il fenomeno, definito “jellyfish effect” o “effetto medusa“, è stato generato dal lancio del razzo Falcon 9 di SpaceX, decollato il 28 settembre alle 19:04 ora locale (le 02:04 UTC del 29 settembre) dalla Vandenberg Space Force Station, in California. A bordo si trovavano 28 nuovi satelliti Starlink, destinati ad ampliare la megacostellazione di oltre 8mila satelliti già operativi, che forniscono connettività internet a livello globale.
Un gioco di luce nell’alta atmosfera
L’effetto spettacolare si è verificato pochi minuti dopo il decollo, quando il Falcon 9 ha raggiunto gli strati superiori dell’atmosfera terrestre. Qui, la minore densità dell’aria ha fatto espandere i gas di scarico dei motori, creando una nube luminosa dalla caratteristica forma a medusa. Le condizioni erano particolarmente favorevoli: il Sole appena tramontato ha illuminato i gas rarefatti, che si stagliavano contro il cielo ormai scuro.
Fenomeni di questo tipo non sono rarissimi, ma sono difficili da prevedere: i lanci effettuati poco dopo l’alba o poco prima del tramonto sono i più propizi, perché la luce solare riesce ancora a raggiungere le scie di scarico ad alta quota mentre a terra regna già il crepuscolo.
Un record per il Falcon 9
Il lancio ha segnato anche un traguardo tecnologico: è stata la 28ª missione per questo specifico primo stadio del Falcon 9, che dopo circa 8 minuti e mezzo è rientrato con successo atterrando sulla nave drone “Of Course I Still Love You”, posizionata nell’Oceano Pacifico. Intanto, il secondo stadio ha proseguito la missione, rilasciando i satelliti Starlink in orbita terrestre bassa (LEO).


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