Tornano le Orionidi, le stelle cadenti d’autunno: i frammenti della cometa di Halley illuminano il cielo

Le stelle cadenti delle Orionidi ci ricordano che siamo spettatori di una danza cosmica che continua, instancabile, da miliardi di anni

Lo spettacolo è iniziato. Come ogni autunno, la Terra attraversa la scia polverosa lasciata dal passaggio della cometa più celebre della storia: 1P/Halley. I minuscoli frammenti che essa ha disseminato nello Spazio si incendiano entrando nell’atmosfera terrestre, dando vita a una delle piogge di meteore più attese dell’anno: le Orionidi. Dal 2 ottobre al 12 novembre 2025, chi alzerà lo sguardo verso il cielo notturno potrà ammirare queste scie luminose che, talvolta, si trasformano in veri e propri “bolidi” con lunghe code brillanti. Non è un caso: le Orionidi sono note proprio per le loro scie persistenti, bagliori che restano visibili per qualche istante dopo il passaggio della meteora, come pennellate di luce sospese nel buio.

Orionidi, appuntamento con il picco delle stelle cadenti

Il momento migliore per osservare le Orionidi dovrebbe essere tra il 20 e il 21 ottobre, con una media di 10-20 meteore l’ora in condizioni ideali di cielo buio. Tuttavia, l’American Meteor Society colloca il massimo dell’attività leggermente più avanti, nella notte del 22-23 ottobre. Quest’anno, gli appassionati avranno una fortuna in più: il picco coinciderà con la fase di Luna Nuova, regalando un cielo libero dal bagliore lunare e dunque perfetto per la caccia alle stelle cadenti.

Dove guardare e quando

Il radiante, il punto da cui sembrano scaturire le meteore, si trova nella costellazione di Orione, facilmente riconoscibile grazie alle 3 stelle allineate della celebre Cintura. Durante la seconda metà di ottobre, Orione sorge verso Sud/Est nelle ore successive alla mezzanotte, innalzandosi progressivamente nel cielo notturno.

La raccomandazione è di non fissare direttamente il radiante: le meteore più spettacolari si colgono meglio spostando lo sguardo di circa 40 gradi da quella zona. Una regola pratica? Tenete il pugno chiuso a braccio teso: equivale a circa 10 gradi di cielo.

Un consiglio prezioso: lasciate almeno 30 minuti agli occhi per adattarsi al buio. Spegnete cellulari e torce, o usate luci rosse soffuse, per non compromettere la visione notturna.

Un legame con la storia dell’astronomia

Osservare le Orionidi non significa soltanto assistere a uno spettacolo naturale, ma entrare in contatto con un frammento della cometa di Halley, un corpo celeste che accompagna l’umanità da millenni. Visibile dalla Terra ogni 76 anni circa, Halley tornerà nei nostri cieli solo nel 2061. Nel frattempo, le sue “briciole cosmiche” continuano a regalarci ogni anno un appuntamento con la meraviglia.

Tra l’altro, le Orionidi non sono l’unica eredità della cometa: anche le Eta Aquaridi, visibili a maggio, nascono dalla stessa origine. Due piogge di stelle, due finestre annuali che ci ricordano quanto la storia del cosmo e quella della Terra siano intrecciate.