I lepidosauri rappresentano oggi il gruppo di vertebrati terrestri più ricco di specie, con oltre 12.000 forme viventi tra lucertole, serpenti e il raro tuatara della Nuova Zelanda. Nonostante questa straordinaria diversità, le origini del gruppo rimanevano a lungo oscure, complicate da un record fossile frammentario. Un nuovo studio pubblicato su Nature descrive un piccolo rettile del Triassico medio, ritrovato nella Helsby Sandstone Formation di Sidmouth, Devon (UK), e lo identifica come il più antico lepidosauro conosciuto. La specie, battezzata Agriodontosaurus helsbypetrae, anticipa di 3–7 milioni di anni le prime testimonianze del gruppo, fissando l’inizio certo della loro storia evolutiva a circa 245–241 milioni di anni fa.
La scoperta: Agriodontosaurus helsbypetrae
Il fossile, catalogato come BRSUG 29950-14, comprende un cranio quasi completo e parti dello scheletro postcraniale. Con un corpo lungo circa 10 centimetri e un cranio di soli 14 millimetri, Agriodontosaurus era un rettile di piccolissime dimensioni, ma dotato di caratteristiche dentarie e craniche sorprendenti. Il nome stesso significa “lucertola dai denti feroci”: i denti, infatti, erano eccezionalmente grandi rispetto alle ossa mascellari, con elementi conici anteriori e posteriori triangolari e taglienti. Questa combinazione suggerisce un adattamento alla predazione di insetti rapidi e coriacei come blatte e cavallette.
Anatomia e adattamenti alimentari
L’analisi al sincrotrone e la ricostruzione 3D del cranio hanno rivelato tratti chiave che chiariscono l’evoluzione delle strutture craniche nei lepidosauri:
- Cranio non mobile (akinetico): simile a quello del tuatara, ma con alcune caratteristiche che anticipano le future modifiche dei lucertoloni e dei serpenti.
- Barra temporale inferiore incompleta: condizione ancestrale che costituì la base per lo sviluppo successivo della cranial kinesis nei serpenti e in molte lucertole.
- Assenza di denti palatali: un’anomalia rispetto ad altri lepidosauri triassici, che potrebbe riflettere un’evoluzione indipendente delle strategie di alimentazione.
- Dentizione acrodonte e pleuracrodonte: un mosaico di caratteristiche che lo colloca in posizione intermedia tra le prime forme lepidosauromorfe e i lepidosauri più evoluti.
Questi adattamenti consentivano al piccolo predatore di infliggere morsi rapidi e potenti, trattenere prede in movimento e lacerarne l’esoscheletro. È probabile che, come il tuatara odierno, Agriodontosaurus utilizzasse la lingua per manipolare il cibo prima di inghiottirlo.
Implicazioni evolutive
Lo studio colloca Agriodontosaurus come il più antico membro sia dei Rhynchocephalia che dell’intero clade Lepidosauria, rendendolo cruciale per la comprensione dell’origine del gruppo.
- Origine europea: la scoperta rafforza l’ipotesi di un’origine europea dei lepidosauri, in contrasto con studi che suggerivano altre aree geografiche.
- Tempistica della divergenza: la separazione tra Rhynchocephalia (tuatara e affini) e Squamata (lucertole e serpenti) deve essere avvenuta almeno 245 milioni di anni fa, subito dopo l’estinzione di massa del Permiano.
- Evoluzione del cranio: conferma che la condizione ancestrale dei lepidosauri includeva un cranio akinetico e la barra temporale inferiore aperta, due caratteristiche che hanno successivamente portato a percorsi evolutivi diversi nei due rami principali.
Un piccolo rettile, un grande passo nella storia della vita
La scoperta di Agriodontosaurus helsbypetrae non rappresenta solo un nuovo fossile, ma un vero punto di riferimento per la paleontologia. Essa permette di fissare con maggiore precisione la cronologia delle origini dei lepidosauri e di comprendere come caratteristiche craniche e dentarie abbiano plasmato le loro straordinarie strategie ecologiche.
Nel Triassico, epoca di rapida diversificazione dopo la grande estinzione del Permiano, un minuscolo rettile del Devon ha iniziato a sperimentare adattamenti che avrebbero reso i lepidosauri il gruppo di rettili più prospero della storia evolutiva.


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