Un semaforo cosmico nel cielo: la cometa interstellare 3I/ATLAS sorprende gli astronomi

La cometa interstellare 3I/ATLAS ha mostrato un fenomeno sorprendente, cambiando colore come una sorta di semaforo cosmico

Un corpo celeste proveniente dalle profondità dello Spazio ha fatto irruzione nel nostro Sistema Solare, portando con sé un enigma affascinante. Si tratta di 3I/ATLAS, un’enorme cometa interstellare che da luglio 2025 sta transitando vicino al Sole. A differenza delle “solite” comete che di tanto in tanto attraversano le nostre notti stellate, questa viaggiatrice cosmica non appartiene alla nostra famiglia solare: proviene da un altro sistema stellare, ed è solo il 3° oggetto di origine interstellare mai osservato. A colpire, però, non è soltanto la sua origine remota o la sua imponenza: nel giro di poche settimane, infatti, la cometa ha mostrato un fenomeno sorprendente, cambiando colore dal rosso cupo al verde intenso, quasi come se fosse un semaforo cosmico in viaggio tra i pianeti. Un cambiamento che apre domande profonde sulla chimica delle comete e sulla materia primordiale di cui sono fatte.

La cometa 3I/ATLAS, un colosso interstellare

Scoperto a inizio luglio, 3I/ATLAS si presenta come una cometa attiva di dimensioni eccezionali. Secondo le stime, il suo nucleo misura circa 5 km di diametro e la sua massa supera i 33 miliardi di tonnellate. Si tratta dunque di un oggetto gigantesco, capace di liberare enormi quantità di gas e polveri quando il calore del Sole sublima i ghiacci che custodisce da ere remote.

La sua “chioma” luminosa – l’alone gassoso che circonda il nucleo – inizialmente appariva rossa. Nel giro di poche settimane, però, osservazioni da terra hanno rivelato un’inattesa metamorfosi cromatica.

Dalla Luna rossa al bagliore verde

Il 7 settembre 2025, durante l’eclissi totale di Luna in Namibia, gli astrofotografi Michael Jäger e Gerald Rhemann hanno immortalato l’oggetto. Con grande sorpresa, 3I/ATLAS brillava di una luce verde-azzurra intensa, visibile attraverso filtri ottici dedicati.

Non è insolito che le comete mostrino bagliori verdi: questo fenomeno è legato in genere alla presenza di carbonio biatomico (C₂), una molecola che, colpita dalla radiazione ultravioletta del Sole, emette fotoni verdi. Ma nel caso di 3I/ATLAS la faccenda è più complessa.

Una chimica ancora misteriosa

Analisi precedenti hanno infatti rivelato che questa cometa è povera di catene di carbonio, tra le più deprivate mai osservate. Se non c’è abbastanza C₂, da dove viene allora la luminescenza verde?

Secondo l’astrofisico Avi Loeb (Harvard), la chiave potrebbe essere un aumento repentino della produzione di cianuro (CN), osservato a fine agosto dal Very Large Telescope dell’ESO in Cile. Questa molecola, anch’essa reattiva alla luce ultravioletta, potrebbe spiegare la trasformazione cromatica del corpo celeste. In altre parole, 3I/ATLAS potrebbe aver acceso il suo “faro verde” cosmico grazie a reazioni chimiche ancora poco comprese, che ci offrono una finestra sui processi che avvengono nei materiali ghiacciati provenienti da altri sistemi stellari.

Un laboratorio naturale in viaggio

Al di là del fascino estetico, 3I/ATLAS rappresenta un’occasione scientifica irripetibile. Studiare la sua composizione significa analizzare frammenti incontaminati di un altro sistema planetario, rimasti congelati per miliardi di anni nello Spazio interstellare. Ogni variazione di colore, emissione o attività della cometa è un indizio prezioso per ricostruire la chimica cosmica oltre i confini del nostro Sole.

Una finestra che presto si chiuderà

Gli astronomi hanno però poco tempo a disposizione. A fine ottobre 2025, 3I/ATLAS si allineerà con il Sole e diventerà inosservabile per alcune settimane, fino a inizio dicembre. Quando riemergerà, porterà forse nuove sorprese. Per ora, resta l’immagine suggestiva di una cometa che attraversa il nostro cielo cambiando colore come un semaforo, ricordandoci che l’universo è ancora pieno di misteri da decifrare.