La collaborazione internazionale e la diplomazia scientifica stanno avendo un ruolo sempre crescente per lo spazio italiano: lo ha detto oggi a Napoli il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) Teodoro Valente, nell’ambito della b organizzata dal Ministero degli Esteri e in programma fino a domani. Per lo spazio italiano, come del resto per altri Paesi europei ed extra europei, la diplomazia scientifica “rappresenta in realtà un asset strategico da alcuni anni e, in questo contesto, per il nostro Paese sono importanti sia le azioni nazionali che le attività di collaborazione internazionale, nell’ambito dell’Agenzia Spaziale Europea e nei rapporti bilaterali con Paesi che sono esterni all’Unione Europea”.
I tanti accordi finora conclusi a livello internazionale “hanno già portato a risultati concreti grazie all’intensa attività della cosiddetta Space Diplomacy, quindi dell’attività di tutto il nostro asset dal punto di vista diplomatico, con il contributo dell’Ice, con il contributo del Ministero degli Esteri e con il contributo dell’ASI. I nostri addetti scientifici e gli addetti allo spazio che sono qui presenti oggi, rappresentano delle antenne per quanto ci riguarda e che ci consentono poi di portare a termine le attività cooperative assolutamente fondamentali”.
Villadei: “lo spazio è un importante esempio di diplomazia”
“La Stazione Spaziale Internazionale è già un grandissimo esercizio di diplomazia internazionale: russi, americani e tantissimi Paesi europei e internazionali hanno partecipato a questo tipo di iniziativa che ha consentito allo spazio di diventare motore di ricerca, motore di innovazione. Lo spazio sta cambiando, ma non per questo diventerà meno importante per la parte della diplomazia“, ha sottolineato l’astronauta Walter Villadei a margine della Conferenza degli addetti scientifici, spaziali ed esperti agricoli a Napoli. “Tra gli esempi molto concreti, nel mio volo Axiom 3 nel 2024 ho avuto il privilegio di volare con il primo astronauta turco. La missione recentemente conclusa Axiom 4 ha visto il primo astronauta indiano volare a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, e su Axiom 2 i primi due astronauti sauditi”, ha ricordato Villadei.
“Quindi lo spazio diventa ancora una straordinaria opportunità di collaborazione, allargandola a Paesi che finora non hanno avuto la possibilità di volare nello spazio. E continua a restare chiaramente una piattaforma per ricerca scientifica, tecnologica e innovazione fondamentale. L’Italia in questo ha una lunghissima storia di tradizione dal 1964 in avanti. Siamo uno dei principali Paesi che ha contribuito alla Stazione Spaziale Internazionale. È assolutamente fondamentale continuare a mettere insieme la parte tecnologica, la parte scientifica, la parte diplomatica e direi oggi anche la parte di sicurezza, perché lo spazio è elemento fondamentale per assicurare la sicurezza e il benessere del nostro Paese anche nei prossimi anni“, ha concluso.



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