Via libera a SpaceX: più lanci Falcon 9 da Cape Canaveral senza nuovi studi d’impatto ambientale

La decisione della FAA rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di SpaceX, che punta a intensificare il ritmo dei lanci

La Federal Aviation Administration (FAA) ha autorizzato SpaceX ad aumentare in maniera significativa la frequenza dei lanci del razzo Falcon 9 dal complesso di lancio 40 della Cape Canaveral Space Force Station. Il tetto massimo passerà dagli attuali 50 lanci annui a 120, accompagnati dalla costruzione di una nuova area di atterraggio per i booster riutilizzabili. Secondo la FAA, il piano non richiede la redazione di un nuovo Environmental Impact Statement (EIS), il più rigoroso degli studi ambientali previsti dalla normativa statunitense. L’agenzia ha infatti stabilito che la proposta rientra all’interno di una precedente valutazione con Finding of No Significant Impact (FONSI), permettendo così a SpaceX di accelerare i lavori senza ulteriori ritardi burocratici. Un’eventuale EIS avrebbe potuto comportare fino a due anni di attesa.

Una nuova infrastruttura per i rientri

Il progetto di espansione a Cape Canaveral prevede la costruzione di una piattaforma circolare di 120 metri di diametro, un’area di supporto di circa 10 acri, un sistema di condutture per l’azoto, una pedana di 9 metri per la gestione post-atterraggio e spazi per gru e mezzi di movimentazione. La nuova struttura potrà ospitare fino a 34 rientri di primi stadi Falcon 9 ogni anno.

Fino a oggi, i recuperi terrestri avvenivano principalmente nelle Landing Zones 1 e 2 (LZ-1 e LZ-2), all’interno del complesso LC-13. Tuttavia, la scadenza del contratto di locazione per LZ-1 ha limitato le opzioni, costringendo SpaceX a fare affidamento su LZ-2 e sulle piattaforme galleggianti (droneship) nell’Atlantico.

Effetto domino sulla Space Coast

In parallelo, SpaceX ha richiesto un’espansione delle attività anche al Kennedy Space Center (KSC), presso il Launch Complex 39A. Qui l’obiettivo è passare da 20 a 36 lanci Falcon 9 e Falcon Heavy l’anno, con un massimo di 20 atterraggi. Questa seconda richiesta è ancora in fase di valutazione da parte della FAA.

Se entrambe le autorizzazioni verranno confermate, la Space Coast potrebbe assistere fino a 56 rientri di booster ogni anno. Ciò comporterebbe un aumento delle segnalazioni di boom sonico sull’area di Orlando e dintorni, un fenomeno già noto alla popolazione locale ma finora limitato a poche decine di casi annuali.

Starship resta in attesa

Questo iter va distinto da quello, ben più complesso, che riguarda i futuri voli del razzo Starship con il suo booster Super Heavy. Per questi veicoli di nuova generazione, al momento operativi solo in Texas, la FAA e l’Air Force stanno conducendo studi ambientali approfonditi legati ai piani di SpaceX per nuove torri di lancio sia al KSC (LC-39A) sia a Cape Canaveral (LC-37).

Una questione di strategia spaziale

La decisione della FAA rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di SpaceX, che punta a intensificare il ritmo dei lanci per sostenere la costellazione di satelliti Starlink e le missioni commerciali e governative. Inoltre, la Space Force ha espresso la volontà di semplificare la logistica dei rientri, vincolando le aziende spaziali a utilizzare per decollo e atterraggio lo stesso complesso di lancio, al fine di liberare aree strategiche per altri operatori emergenti come Phantom Space e Vaya Space.

Con 12 atterraggi a Cape Canaveral nel 2024 e 8 già registrati nel 2025, SpaceX non ha ancora sfruttato appieno il potenziale di recupero. La nuova autorizzazione, insieme alle infrastrutture in via di sviluppo, segna un’accelerazione evidente verso un futuro in cui i razzi riutilizzabili diventeranno la norma e non più l’eccezione.