L’autunno meteorologico 2025 entra finalmente nel vivo. Dopo un settembre caratterizzato da temperature sopra la media e da una circolazione prevalentemente zonale, l’inizio di ottobre segna una svolta netta: un blocco anticiclonico sul Nord Europa sta favorendo la discesa di masse d’aria molto fredde da est verso ovest e sud, determinando la prima vera irruzione fredda della stagione. Negli ultimi giorni di settembre si è instaurato un classico schema di Rex blocking, con un’alta pressione estesa sulla Scandinavia e un’onda ciclonica più a sud, tra Ucraina e Balcani. Questo assetto barico ha invertito il flusso delle correnti, favorendo la penetrazione di aria gelida dalla Russia verso l’Europa orientale e centrale.
Con l’avanzare della settimana, il nucleo freddo si approfondirà e si sposterà progressivamente verso Balcani, Mediterraneo e Europa centrale, con un’anomalia termica che raggiungerà anche i -10 °C rispetto alla media stagionale.
Crollo termico e prime gelate
Secondo le elaborazioni modellistiche, tra giovedì e venerdì le temperature a 850 hPa (circa 1250 metri) scenderanno sotto lo zero in molte regioni balcaniche e centro-europee. Ciò comporterà valori minimi prossimi o inferiori a 0 °C anche in pianura, con le prime gelate diffuse della stagione. Germania, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Slovenia vedranno valori attorno a 0 °C o poco sotto.
Nei rilievi alpini si registreranno punte di -10 °C a 2500 metri.
Nei Balcani occidentali (Croazia, Bosnia, Montenegro) i termometri scenderanno localmente tra -2 e -5 °C, mentre nelle aree interne della Serbia e della Macedonia si potranno raggiungere -6 °C.
Bora in tempesta e neve in montagna
Il marcato contrasto tra l’aria gelida continentale e le acque ancora miti dell’Adriatico favorirà l’innesco di venti di Bora violentissimi, con raffiche superiori ai 120 km/h lungo la costa croata e sull’alto Adriatico. La discesa d’aria fredda in quota determinerà anche nevicate abbondanti sulle montagne balcaniche: da Bosnia e Montenegro fino a Kosovo, Albania settentrionale e Bulgaria occidentale. Gli accumuli più consistenti, tra giovedì e domenica, potranno raggiungere i 50 cm di neve fresca.
Neve possibile anche sui rilievi alpini e sui Carpazi in Romania
Nonostante l’intensità dell’ondata fredda, i modelli intravedono già un possibile ribaltamento del pattern per metà ottobre: la riattivazione della circolazione atlantica e il ritorno di correnti occidentali più miti potrebbero riportare temperature sopra la media già dal prossimo fine settimana. Per ora, però, l’attenzione resta concentrata sulla fase imminente: l’Europa centrale e i Balcani si preparano ad affrontare un episodio freddo tra i più intensi degli ultimi decenni per un inizio di ottobre.









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