La Procura di Bologna – come riporta l’edizione locale de Il Resto del Carlino – ha avviato un’inchiesta per accertare se la mancata manutenzione del torrente Ravone e il mancato rispetto delle procedure di gestione del corso d’acqua abbiano avuto un ruolo nell’esondazione avvenuta nella notte tra il 19 e il 20 ottobre 2024. In quell’occasione, il torrente straripò provocando gravi allagamenti nel quartiere Santa Viola del capoluogo emiliano. L’indagine al momento non vede alcun indagato. Le verifiche, delegate ai carabinieri del nucleo investigativo e ai vigili del fuoco, sono state avviate a seguito di segnalazioni ed esposti presentati nei giorni successivi all’alluvione.
Dai primi accertamenti emergerebbero criticità legate alla mancata esecuzione di interventi di manutenzione programmati nel tempo ma mai realizzati. Nel mese di novembre, gli abitanti di via Zoccoli hanno depositato un esposto chiedendo di accertare eventuali responsabilità del Comune. Secondo i firmatari, l’amministrazione era a conoscenza almeno dal 2013 del rischio che il Ravone rappresentava per la sicurezza pubblica, ma non avrebbe adottato misure adeguate per prevenirlo.


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