Antartide, i nuovi dati sul ghiaccio marino: livelli tra i più bassi dal 1978

Il ghiaccio antartico è un elemento importante per la stabilità del clima globale, ma le variazioni annuali non vanno interpretate come segnali immediati di cambiamenti drastici

Il ghiaccio marino che circonda l’Antartide ha raggiunto nel 2025 il suo 3° valore minimo di estensione invernale da quando, 47 anni fa, è iniziato il monitoraggio satellitare. Secondo i dati preliminari del National Snow and Ice Data Center (NSIDC) dell’Università del Colorado Boulder, l’area ghiacciata ha toccato il suo massimo annuale il 17 settembre, con 17,81 milioni di km quadrati. Il dato si colloca al di sotto della media storica e segue i valori ancora più bassi registrati nel 2023 e nel 2024.

Un ciclo naturale, ma con segnali di cambiamento

Ogni inverno australe, tra settembre e ottobre, il ghiaccio marino si espande fino a centinaia di km oltre la costa antartica, per poi iniziare a ridursi con l’arrivo dell’estate. Queste oscillazioni stagionali sono normali, ma i valori degli ultimi tre anni indicano una tendenza che merita attenzione. Si ritiene che una delle cause principali sia l’aumento delle temperature oceaniche, che potrebbe portare più calore fino alle acque che lambiscono l’Antartide.

Quali effetti?

Lo scioglimento del ghiaccio marino non contribuisce direttamente all’innalzamento del livello del mare, poiché si tratta di ghiaccio galleggiante. Tuttavia, la sua riduzione modifica il bilancio energetico: superfici bianche e riflettenti vengono sostituite da acque scure, che assorbono maggiormente la radiazione solare. Inoltre, la presenza di ghiaccio marino svolge un ruolo di protezione per la calotta glaciale, riducendo l’impatto di onde e venti sulle coste antartiche.

Un sistema complesso

Alcuni effetti potrebbero agire in senso opposto. Ad esempio, l’acqua più libera dai ghiacci aumenta l’umidità atmosferica, che può favorire precipitazioni nevose sul continente. Questo processo, almeno temporaneamente, contribuirebbe ad accrescere la massa della calotta glaciale. Si tratta però di un equilibrio delicato e soggetto a variazioni nel lungo periodo.

Uno scenario da monitorare

Il ghiaccio antartico è un elemento importante per la stabilità del clima globale, ma le variazioni annuali non vanno interpretate come segnali immediati di cambiamenti drastici. È piuttosto l’andamento pluriennale a fornire le indicazioni più affidabili. Il nuovo minimo conferma la necessità di continuare a monitorare da vicino la regione, per comprendere meglio i meccanismi che regolano il rapporto tra oceano, atmosfera e ghiaccio e le possibili implicazioni future.