Antico Egitto: riaperta dopo 20 anni la tomba del faraone Amenhotep III nella Valle dei Re

Un progetto di restauro senza precedenti restituisce al pubblico una delle più grandi tombe dell’antico Egitto, celebrando l’eredità del faraone dell’età dell’oro e l’eccellenza della cooperazione archeologica internazionale

Il 4 ottobre 2025 l’Egitto ha riaperto ufficialmente al pubblico la monumentale tomba del faraone Amenhotep III, sovrano del periodo di massimo splendore del Nuovo Regno, dopo un lungo e complesso progetto di restauro durato oltre due decenni. Situata nella Valle dei Re, la tomba è una delle camere funerarie più grandi e artisticamente raffinate mai realizzate nell’antico Egitto. Un corridoio di 36 metri di lunghezza e 14 di profondità conduce a tre camere interconnesse: la camera principale ospitava Amenhotep III, mentre le altre due erano dedicate alle regine Tiye e Sitamun.

All’interno, decorazioni straordinarie ricoprono le pareti e il soffitto: il faraone è raffigurato accanto alle divinità del pantheon egizio, circondato da testi sacri tratti dal Libro dei Morti e dall’Amduat, concepiti per guidare l’anima nel regno degli inferi. Il soffitto blu notte, punteggiato di stelle dorate, simboleggia il cielo eterno sotto cui riposa il sovrano.

Un restauro di precisione archeologica e tecnologica

Il progetto di restauro, iniziato nel 2001, ha visto la ricomposizione meticolosa di oltre 200 frammenti del coperchio in granito rosso del sarcofago di Amenhotep III, gravemente danneggiato da secoli di saccheggi. Ora il manufatto è esposto su una base metallica realizzata su misura, permettendo ai visitatori di ammirarne i dettagli originali nel loro contesto. Il lavoro ha incluso anche la stabilizzazione strutturale delle camere, la rimozione di sali dannosi e la conservazione dei delicati dipinti murali.

Moderni sistemi di illuminazione, pannelli informativi multilivello e percorsi di accesso sicuri sono stati installati per garantire un’esperienza immersiva, rispettosa dell’integrità del sito. Il progetto è stato portato avanti in tre fasi principali tra il 2001 e il 2024, affrontando sfide ambientali, strutturali e tecniche grazie al supporto di una rete di specialisti internazionali.

Un simbolo della cooperazione scientifica tra Egitto e Giappone

La rinascita della tomba è il risultato di una collaborazione internazionale esemplare tra il Consiglio Supremo delle Antichità egiziano, le università giapponesi Waseda e Higashi Nippon e il Fondo Fiduciario Giapponese dell’UNESCO. Alla cerimonia di riapertura hanno partecipato il Ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, il Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, Mohamed Ismail Khaled, e la Direttrice dell’Ufficio Regionale dell’UNESCO al Cairo, Nuria Sanz.

L’archeologo egiziano Mohamed Mahmoud, che ha dedicato oltre vent’anni alla conservazione della tomba, è stato onorato pubblicamente durante l’evento. La sua dedizione rappresenta il valore del lavoro congiunto tra esperti locali e internazionali nel preservare un patrimonio che appartiene all’umanità intera.

Archeologia e turismo: una nuova era per l’Egitto

La riapertura della tomba di Amenhotep III si inserisce in una più ampia strategia del governo egiziano per rilanciare il turismo culturale, settore fondamentale per l’economia nazionale. L’evento precede di poche settimane l’inaugurazione del Grande Museo Egizio, prevista per il 1° novembre 2025, che ospiterà alcuni dei più importanti reperti dell’antichità, inclusi quelli della tomba di Tutankhamon.

Con nuove misure di protezione e accessibilità, la tomba restaurata promette di diventare uno dei poli principali del turismo archeologico in Egitto, offrendo un raro sguardo sull’arte, la spiritualità e l’ingegneria funeraria del faraone che più di ogni altro ha incarnato la grandezza dell’antico Egitto.