Caccia alla cometa 3I/ATLAS: la sfida globale per studiare il visitatore interstellare

Nei prossimi mesi la cometa 3I/ATLAS diventerà un banco di prova per la cooperazione scientifica internazionale

Una vera e propria “caccia astronomica” è pronta a partire nei cieli di fine autunno. Dal 27 novembre 2025 al 27 gennaio 2026, telescopi professionali e amatoriali di tutto il mondo punteranno verso la cometa 3I/ATLAS, un raro visitatore proveniente dallo spazio interstellare. L’iniziativa è promossa dall’International Asteroid Warning Network (IAWN), la principale rete internazionale dedicata alla difesa planetaria, che ha indetto una campagna globale di osservazione per studiare questo enigmatico oggetto celeste.

Un ospite interstellare in visita nel Sistema Solare

La cometa 3I/ATLAS ha da poco compiuto il suo passaggio più vicino al Sole, avvenuto il 30 ottobre, quando ha sfiorato la nostra stella a una distanza di circa 200 milioni di km. Attualmente è invisibile dalla Terra perché si trova dietro il Sole, ma tornerà a essere osservabile proprio a partire da fine novembre, motivo per cui la “caccia” comincerà in quel periodo.

Nonostante non rappresenti alcuna minaccia per la Terra, 3I/ATLAS è un oggetto di grande interesse scientifico. Come tutti i corpi provenienti da fuori del Sistema Solare, porta con sé informazioni preziose sulle condizioni e la composizione della materia nelle regioni più remote della Galassia.

Una “palestra” per la difesa planetaria

L’obiettivo della campagna non è solo raccogliere dati sulla cometa, ma anche migliorare le tecniche di tracciamento e misurazione di questi oggetti complessi. A differenza degli asteroidi, che appaiono come punti luminosi e ben definiti, le comete si presentano sfocate e diffuse nel campo visivo dei telescopi, a causa della nube di gas e polveri che le circonda. Questo rende più difficile determinarne con precisione la posizione e prevederne la traiettoria.

Per affrontare questa sfida, l’IAWN ha organizzato anche una lezione pratica rivolta agli astronomi partecipanti, durante la quale verranno illustrate le tecniche più efficaci per misurare correttamente la posizione di una cometa nel cielo.

Il perielio

Il passaggio ravvicinato al Sole, chiamato perielio, rappresenta il momento di massima attività per una cometa. Il calore solare provoca la sublimazione dei ghiacci presenti sulla sua superficie, dando origine a una brillante chioma e alle iconiche code cometarie: una di polveri e una, più evanescente, formata da particelle cariche spinte via dal vento solare.

Uno spettacolo per la scienza (e per chi guarda il cielo)

Nei prossimi mesi, quindi, 3I/ATLAS diventerà un banco di prova per la cooperazione scientifica internazionale e un’opportunità unica per affinare le tecniche di osservazione utili anche alla difesa della Terra. E, chissà, forse regalerà anche un piccolo spettacolo nel cielo invernale: il passaggio di un ospite interstellare che ci ricorda quanto il nostro angolo di Universo sia solo una tappa di un viaggio molto più grande.